«Il progetto si fonda su presupposti errati e minaccia l’integrità del sito». È questa la sintesi delle osservazioni presentate dall’associazione Natura Sicula sul progetto della società Elemata Maddalena Srl per la Pillirina. Un’importante necropoli sul litorale della penisola del Plemmirio, nel Siracusano. Che è sito di interesse comunitario (Sic), coperto da vincoli paesaggistici e architettonici. Eppure la Pillirina è diventata proprietà privata per un […]
Foto di Natura Sicula
Pillirina, il progetto dei privati «viola il piano paesaggistico e minaccia la biodiversità»
«Il progetto si fonda su presupposti errati e minaccia l’integrità del sito». È questa la sintesi delle osservazioni presentate dall’associazione Natura Sicula sul progetto della società Elemata Maddalena Srl per la Pillirina. Un’importante necropoli sul litorale della penisola del Plemmirio, nel Siracusano. Che è sito di interesse comunitario (Sic), coperto da vincoli paesaggistici e architettonici. Eppure la Pillirina è diventata proprietà privata per un «errore di fatto» e rimane difficilmente accessibile «per ragioni di sicurezza». Da 15 anni, si attende l’istituzione della riserva naturale da parte della Regione siciliana dove l’iter è ancora impantanato. Come ha confermato l’assessora regionale del Territorio e dell’Ambiente Giusi Savarino al nostro giornale.
La questione della Valutazione di incidenza ambientale
Intanto, a metà marzo, la società aveva inviato al Comune di Siracusa la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca). Il documento mancante che, nel 2025, aveva portato il Tar di Catania ad annullare il permesso di costruire rilasciato due anni prima. Nelle intenzioni del marchese piemontese Emanuele De Gresy c’era prima un resort di lusso e adesso abitazioni a due passi dal mare. «Il progetto presenta insanabili profili di illegittimità – afferma il presidente di Natura Sicula Fabio Morreale -. Che spaziano dalla violazione delle norme urbanistiche alla sottovalutazione del gravissimo impatto ambientale su specie protette e habitat prioritari». Il progetto di Elemata nella zona di Punta della Mola alla Pillirina viene presentato come «riqualificazione costiera e restauro fabbricati».
Le osservazione di Natura Sicula sul progetto privato per la Pillirina
Ed è proprio da questi fabbricati che partono le osservazioni formalmente depositate da Natura Sicula, contrarie alla procedura di Valutazione di incidenza ambientale (Vinca). «I manufatti oggetto dell’intervento – spiega Morreale – erano batterie militari della Seconda guerra mondiale e non hanno mai avuto uso residenziale. L’area – aggiunge – è soggetta al livello di tutela 3 (massimo), che vieta cambi di destinazione d’uso verso il civile/abitativo». Tra le osservazioni presentate dall’associazione ambientalista che da anni si batte per liberare la Pillirina e restituirla alla comunità, c’è un «effetto cumulo. Ovvero, il frazionamento del progetto, che – sostiene il presidente – omette di considerare il resort previsto dalla stessa società nelle aree limitrofe. Eludendo così la valutazione dell’impatto complessivo sull’ecosistema».
Vietato “compensare” i danni ambientali
Un ecosistema particolare quello della Pillirina. «Non è solo un transito per uccelli migratori – illustra Morreale – ma un sito di nidificazione cruciale per specie rare e vulnerabili». Dal fratino all’occhione e la calandrella. «La pressione antropica derivante dall’uso abitativo – lamenta – comprometterebbe la sopravvivenza di questi volatili». E non è tutto. «Preoccupa il rischio idraulico – aggiunge il presidente di Natura Sicula -. Una condotta fognaria su suolo carsico espone i fondali del Plemmirio al rischio di sversamenti inevitabili in caso di guasti». Natura Sicula evidenzia infine un vizio giuridico. «Il proponente tenta di “compensare” i danni ambientali con nuove piantumazioni. Una pratica – fa notare Morreale – vietata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea».


