Omicidio Lentini, arrestato l’armiere dei due assassini L’uomo è il padre dell’ex convivente di uno dei killer

Individuato l’armiere dei due assassini dell’omicidio di Lentini dello scorso 10 ottobre. I militari del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Siracusa, insieme a quelli della compagnia di Augusta, hanno arrestato Alfio Caramella (classe 1972), Antonino Valerio Milone (classe 1983) e Shasa Antony Bosco (classe 1991) per ricettazione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, sia da guerra sia comuni da sparo, e munizionamento di vario calibro.

Milone e Bosco erano già arrestati, lo scorso ottobre, accusati in concorso dell’omicidio di Sebastiano Greco avvenuto davanti a un panificio in via delle Spighe. Caramella, invece, è accusato di avere detenuto in casa diverse armi per conto di Milone. Sarebbe stato lui, quella mattina, a consegnarle ai due per il delitto. I militari avevano già ricostruito in parte gli spostamenti dei due che, dopo il delitto, armati di una pistola
mitragliatrice Skorpion, per fuggire avevano ferito Gabriele Amenta e poi rapinato un’auto vicino all’ufficio postale.
Durante le prime fasi dell’indagine, due pistole – una Beretta calibro 22 e una
calibro 9 modello P38 – erano state trovate nascoste in un cespuglio poco distante da un
garage di proprietà di Caramella, legato a Milone da rapporti di parentela. Caramella è, infatti, il padre della ex compagna convivente di Milone

Dopo l’arresto di Milone e Bosco, le indagini sono andate avanti per ricostruire la provenienza di tutte le armi
coinvolte nella vicenda. Nei giorni successivi al fermo di Milone, gli agenti della questura di
Siracusa avevano arrestato Caramella per detenzione di un candelotto di
esplosivo
nascosto in un’intercapedine di un garage di sua proprietà. Ulteriori indagini hanno poi permesso di appurare che la pistola Beretta calibro 22 era stata rubata a Francofonte nel novembre del 2015 ai danni
di un anziano del luogo; mentre la matricola della mitraglietta era stata abrasa, il che impedisce di ricostruirne la provenienza.

«Non si esclude – dicono adesso i militari – che Caramella detenesse altre armi per conto di Milone o di altri». Per questo, il suo garage è stato posto sotto sequestro mentre proseguono le indagini. Caramella è stato portato nel carcere di Siracusa, mentre su Milone e Bosco – già rinchiusi rispettivamente nel carcere di piazza Lanza a Catania e in quello aretuseo di Cavadonna con l’accusa di omicidio in concorso – ora
pendono le ulteriori accuse mosse oggi dall’autorità giudiziaria di Siracusa.


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