Ancora polemiche all’indomani della festa a Palermo per le nozze di Dua Lipa, questa volta associate ai territori della mafia. Il focus sono alcuni articoli pubblicati sulla stampa britannica che accostano i luoghi delle celebrazioni del matrimonio alla mafia. In particolare, il Telegraph ha scritto un articolo in cui si legge che «l’ex covo della mafia siciliana […]
Foto di Dua Lipa su Facebook
«Le nozze di Dua Lipa nel covo della mafia»: le polemiche dopo l’articolo del Telegraph
Ancora polemiche all’indomani della festa a Palermo per le nozze di Dua Lipa, questa volta associate ai territori della mafia. Il focus sono alcuni articoli pubblicati sulla stampa britannica che accostano i luoghi delle celebrazioni del matrimonio alla mafia. In particolare, il Telegraph ha scritto un articolo in cui si legge che «l’ex covo della mafia siciliana ospiterà il matrimonio da favola dell’anno. Dua Lipa e Callum Turner si preparano a prendere possesso di un’ex roccaforte di Cosa nostra per tre giorni di festeggiamenti». Il riferimento è a Bagheria, in provincia di Palermo, dove oggi è previsto il ricevimento della coppia a Villa Valguarnera.
Le nozze di Dua Lipa «nell’ex covo della mafia»
Il giornale nell’articolo originario aveva scritto il «covo della mafia», per poi correggerlo con «ex» successivamente. Gli ha fatto eco il tabloid Sun con un articolo dal titolo: Sole, mare e sopranos, il passato brutale dell’isola amato dalle star. Parole di fronte alle quali è intervenuto per protestare anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. «Prendo atto che il Telegraph ha modificato il titolo del proprio articolo sulle nozze di Dua Lipa a Palermo, sostituendo l’inaccettabile riferimento al “covo della mafia” con l’espressione “ex covo della mafia“. Si tratta di una correzione doverosa, che conferma come le critiche mosse dalla Sicilia fossero fondate».
La denuncia per danno di immagine
Il governatore dell’Isola ha però aggiunto che «tuttavia, questa modifica non basta, il danno d’immagine arrecato alla Sicilia e ai siciliani è stato enorme. Perché – sottolinea il presidente Schifani – ancora una volta la nostra terra è stata associata a uno stereotipo che non la rappresenta. E che ignora decenni di sacrifici, di lotta alla criminalità organizzata e – conclude – di riscatto civile, culturale ed economico».