Metropolitana Stesicoro-Aeroporto, lavoratori chiedono garanzie «Difficoltà della ditta potrebbero comportare ritardi all’opera»

«Siamo fortemente preoccupati e ci auguriamo che si possa trovare al più presto una soluzione per garantire il futuro occupazione di oltre 150 lavoratori della Cmc Ravenna». Un messaggio chiaro, quello con cui sindacalisti della Filca Cisl Catania esordiscono in un comunicato congiunto che fa luce sul cantiere del tratto Stesicoro-Aeroporto. Le opere per il tratto che dovrà collegare il centro storico con l’aeroporto comprendono anche quelle di via Castromarino ferme dal 20 gennaio 2020, quando sul luogo del cantiere si formò una voragine a seguito del crollo del palazzo. Adesso, con un comunicato, la Cisl pone la questione di difficoltà dei dipendenti che potrebbe condizionare anche il futuro dellp’opera. 

«La crisi è iniziata nel 2018 con la presentazione da parte della Cmc del concordato in bianco stipulato al tribunale di Ravenna, che ha determinato le spettanze di novembre 2018 e di due mesi della Cassa edile di ottobre e novembre dello stesso anno da parte di tutti i lavoratori, nonché l’avvio della Cassa integrazione. Adesso – dichiarano Giuseppe Famiano e Domenico Murabito di Filca Cisl Catania – Non c’è nessuna certezza sul riavvio dell’opera. Abbiamo incontrato i dirigenti della società e abbiamo appreso che versa in una complessa situazione di difficoltà finanziaria e che la gestione di tali criticità potrebbe comportare ulteriore ritardo nella ripartenza dei lavori». Il tempo scorre con l’incognita fissata al prossimo settembre, quando gli ammortizzatori sociali cesseranno. 

«Se per quella data i lavori non saranno riavviati, si potrebbero prospettare scenari preoccupanti tra cui l’avvio delle procedure di licenziamento imposti dalla società – sottolineano i sindacalisti – Chiediamo garanzie e certezze per la salvaguardia dei livelli occupazionali, per la continuità lavorativa e per la garanzia che un’opera così importante non diventi l’ennesima incompiuta. Per questo – concludono – si convochi urgentemente un tavolo di confronto serio con la Società e la Stazione Appaltante con lo scopo di poter individuare percorsi utili per scongiurare pesanti ricadute occupazionali e il mancato completamento dell’opera». 


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