Messa in sicurezza delle baracche della stazione: sit-in di protesta a Palermo

Recintata e messa in sicurezza, nelle prime ore di questa mattina, l’area delle ex edicole di piazza Giulio Cesare, proprio mentre la circoscrizione e i cittadini hanno annunciavano un sit-in di protesta. «Spiace, però, vedere che l’amministrazione comunale si sia attivata per recintare le baracche della stazione soltanto quando abbiamo annunciato l’odierno sit-in di protesta – precisa Massimo Castiglia, consigliere della prima circoscrizione -. Per nove mesi è rimasto tutto aperto. Con il rischio che qualcuno passando si facesse male, a causa delle buche o della presenza di rifiuti pericolosi».

L’intera area per oltre vent’anni è stata una specie di piccolo bazar in cui vi erano edicole e negozi di oggettistica. La struttura si trova in prossimità della stazione centrale di Palermo e, quindi, del centro città. Nove mesi fa, l‘amministrazione ha deciso di sequestrare la struttura, che sarà demolita per fare spazio al tram che passerà da qui. Il tema centrale è comunque sempre lo stesso: quando alcune aree restano in stato di abbandonate diventano subito ricettacolo di delinquenti e malintenzionati. Tutto ciò rende la zona sempre meno sicura.

La richiesta di avere tempi certi per la messa in sicurezza

«I cittadini non ci stanno, non vogliono essere spettatori, vogliono stare lì sul pezzo e capire quali sono i tempi per mettere in sicurezza questo marciapiede e questa zona – chiarisce Antonio Nicolao, vice presidente della prima circoscrizione-. Abbiamo denunciato insieme ai commercianti ed ai residenti già a giugno. Poi siamo tornati a denunciare ad agosto e a settembre, infine, si è verificato l’incendio».

Chiaramente, gli intervenuti al sit-in si chiedono se quell’incendio si sarebbe potuto evitare se l’area fosse stata messa in sicurezza precedentemente. «Le baracche della stazione sono pericolose per molteplici motivazioni. Qui fino a ieri venivano a dormire i senzatetto, per cui non voglio immaginare che cosa sarebbe successo se l’incendio fosse scoppiato con qualcuno lì dentro – sottolinea ancora Nicolao -. Bisogna che questo marciapiede sia definito anche con transenne e teloni. Aspettiamo anche che sia affissa la targa dell’inizio e fine lavori».


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