Marcia per l’Indipendenza: via dall’Italia per salvare la Sicilia

L’APPUNTAMENTO E’ PER IL PROSSIMO 30 MARZO A PALERMO: DOPO BARCELLONA, EDINBURGO E BILBAO, ANCHE NEL CAPOLUOGO SICILIANO ANDRA’ IN SCENA ‘LA MARCIA PER L’INDIPENDENZA’. DEL SIGNIFICATO DI QUESTO EVENTO E DELLE RAGIONI CHE DOVREBBERO SPINGERE TUTTI I SICILIANI A BATTERSI PER L’AUTODETERMINAZIONE, ABBIAMO PARLATO CON UNO DEGLI ORGANIZZATORI: SANTO TROVATO, LEADER DI ‘SICILIANI IN MOVIMENTO’.

Da cosa nasce questa manifestazione?
“Guardiamoci intorno, osserviamo le Città ed i Paesi della nostra Sicilia, esaminiamo il degrado, lo scadimento e il cedimento delle più elementari condizioni del vivere civile, l’avvilimento della dignità di cui ogni essere umano avrebbe diritto, la desolazione e lo sfinimento dell’economia della nostra Isola, il soffocamento di ogni e possibile iniziativa che possa ridare fiducia e speranza, l’abdicazione della politica agli interessi esterni, non utili e persino dannosi alla nostra Terra, l’ingerenza di “forze esterne” messe in campo per frenare e fermare magistrati siciliani che dedicano la loro vita (molti l’hanno persa) alla lotta contro quel sistema criminale impostoci per controllare la nostra vita e ogni nostra possibile velleità di riscatto economico e sociale…. Guardiamo intorno e RISPONDIAMOCI DA SOLI”.
Cosa cambierebbe grazie all’indipendenza e quali sarebbero i vantaggi? 
“Discorso molto complesso, ma che cercherò di esprimere in poche parole. Allo stato dell’arte, da studi effettuati da illustri e competenti economisti siciliani, se lo Statuto Siciliano venisse applicato alla lettera, senza interpretazioni degne dei migliori sofisti dell’antica Grecia, quindi senza truffe o inganni, la Regione Siciliana introiterebbe da 6 a 7 miliardi di euro (qualcuno arriva anche a 10 miliardi) in più rispetto a quanto attualmente le viene (sulla carta) devoluto. Al netto dei costi di cui la Sicilia dovrebbe farsi carico se lo Statuto venisse attuato alla lettera, e cioè di alcune competenze che attualmente gravano sulle casse dello Stato italiano, come, per esempio, i dipendenti pubblici statali che operano in Sicilia , quali insegnanti, organi di pubblica sicurezza, etc…

Ma l’argomento resta tabù…
“Oramai, dopo 70 anni, ci dovremmo rendere conto che lo Statuto non sarà mai attuato, ma anzi ancora fino a dicembre del 2013 osserviamo che è oggetto e occasione di sberleffi e sbeffeggiamenti ai danni dei siciliani, dando ad intendere che l’art. 37 dello Statuto sia stato finalmente reso operativo, avendo dato attuazione al relativo decreto, ma poi leggiamo che, anche in questo caso, il bianco diventa nero ed il nero bianco, liquidando la Sicilia con un pugno di milioni. L’indipendenza avrebbe come effetto immediato l’impossibilità da parte di alcuno di rapinarci!! Con le maggiori risorse si potrebbe in pochi anni azzerare il debito della Regione Siciliana, attrezzare lo Stato Siciliano di tutte quelle infrastrutture di cui è privo (scuole, università, servizi alle aziende e alle persone, strade, aeroporti, porti, etc), sfruttare le risorse energetiche di cui la Sicilia è pregna, quali petrolio e gas naturale , incentivare e potenziare l’energia alternativa, quale l’eolica e il solare, abbassare l’attuale pressione fiscale con tutte le conseguenze che, è inutile specificare, permetterebbero alla nostra Isola di competere efficacemente col mercato globale (agricoltura e relativa industria di trasformazione, turismo, ecc.) , nonché renderla appetibile agli investimenti esteri e alle delocalizzazioni di aziende e attività.
Come si potrebbe ottenere la concessione dell’indipendenza?
“Alcune regioni europee stanno puntando sui referendum popolari, per esempio la Catalogna e la Scozia. Noi vorremmo seguire questa strada che per il momento, comunque, non è perseguibile in Sicilia, dato che la disinformazione Statale ha convinto i siciliani che senza la “mamma Italia” non riusciremmo a sopravvivere. Ma noi sappiamo che così non è! La Marcia per l’Indipendenza serve anche per incuriosire il siciliano e spingerlo a farsi delle domanda, per esempio “cosa cambierebbe grazie all’indipendenza e quali sarebbero i vantaggi?” – Già queste domande prevedono che ognuno si interroghi e vada a trovarsi le risposte”.
Chiedere l’indipendenza significa dare la Sicilia in mano a degli amministratori regionali come quelli di adesso?
“Gli amministratori regionali attuali sono i nemici della Sicilia, dell’indipendenza, ma anche dello Statuto; nemici sono tutti i politici siciliani, regionali, nazionali e europei, che hanno calcato la scena politica siciliana da 70 anni a questa parte. TUTTI questi, non solo si sono mangiati la Sicilia, ma, essendosi prostituiti ai “padroni venuti dal continente” per un piatto di lenticchie, hanno aperto le porte e hanno consegnato le chiavi della nostra Isola ad un’altra folta schiera di lestofanti e mentitori matricolati che, calati sulla nostra Terra giù dal continente, come lupi famelici, ci hanno spolpato fino all’osso. L’indipendenza della Sicilia non può essere realizzata sino a quando una buona parte dei siciliani non avrà compreso chi sono i nemici della Sicilia; pertanto è automatico che in una Sicilia Indipendente tali mercenari saranno spazzati via”.

Anche in Sicilia la marcia per l’Indipendenza: il 30 Marzo…
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