La denuncia dell’Anci Sicilia: la Regione perde 900 posti nel servizio civile del volontariato. Le responsabilità del Governo Crocetta

I VERTICI DELL’ASSESSORATO ALLA FAMIGLIA NON SI SONO OCCUPATI DI QUESTO TEMA.

La Sicilia perde 900 posti nel servizio civile del volontariato. Lo comunica il presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta.

“Quello che è successo è paradossale – ci dice Amenta -: la Sicilia è la prima regione italiana come numero di progetti presentati. E siamo quelli che veniamo penalizzati di più. E’ una decisione nazionale. Ma hanno deciso così perché il Governo regionale non ha inviato nessuno a tutelare gli interessi della Sicilia”.

Vediamo un po’ di che cosa si tratta. Proviamo a capire che altri guai ha combinato il Governo di Rosario Crocetta, con particolare riferimento agli uffici dell’assessorato regionale alla Famiglia.

I volontari del servizio civile vengono selezionati ogni anno sulla base di progetti presentati dai Comuni e da altri enti. Ogni anno, in Sicilia, questo segmento di intervento dello Stato occupa mille e 500 giovani che operano, per lo più, nel settore dei servizi sociali (assistenza agli anziani, ai malati e via continuando). Ma anche nel settore della tutela dell’ambiente, nei musei, nelle biblioteche.

I giovani coinvolti hanno un’età che va da 18 a 28 anni. I ragazzi vengono impegnati per 12 mesi. Percependo un’indennità mensile pari a circa 430 euro. Non è molto, ma per i ragazzi alla prima esperienza di lavoro va bene. Soprattutto con gli attuali chiari di luna.

“Per i Comuni è un’opportunità – spiega il presidente dell’Associazione dei Comuni italiani della Sicilia -. Perché operano in settori importanti della società. Penso ai servizi per gli anziani o per i malati. Perdere 900 volontari per questi servizi mi sembra una follia. Tutto per mancanza di organizzazione da parte del Governo della Regione. Un’assurdità che penalizza ulteriormente i Comuni siciliani”.

I Comuni dell’Isola, lo ricordiamo, debbono fare fronte ai tagli, piuttosto pesanti, del Governo nazionale. E al taglio di altre risorse finanziarie da parte del Governo regionale. Ora hanno perso 900 dei mille e 500 volontari dei servizi sociali. Per quest’anno opereranno solo 600 giovani. Un ‘regalo’ senza senso logico ad altre regioni del nostro Paese.

“Il fatto grave è che nessuno parla – aggiunge Paolo Amenta -. Lo ripeto: come numero di progetti presentati i Comuni siciliani e gli enti sono i primi in Italia. Ma non siamo stati seguiti dal Governo regionale. Anzi, diciamo le cose per come stanno: in questa vicenda siamo stati abbandonati. Un taglio così pesante, stando alle informazioni che abbiamo assunto, si è potuto verificare solo perché i vertici dell’assessorato regionale alla Famiglia si sono completamente disinteressati di questo tema. Sembra incredibile, ma è così”.

“Del resto – conclude il presidente dell’Anci Sicilia – siamo ormai abituati ai pessimi risultati di questa branca dell’amministrazione regionale. Dal gennaio di quest’anno aspettiamo le linee da seguire nelle politiche sociali. Siamo arrivati a settembre e ancora aspettiamo”.

 

 


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