Il Bari passeggia sulle macerie del Catania Sannino: «Nella partita vedo spunti positivi»

Sconfitto per 2-3 in casa. Il Catania patisce il primo stop interno. Gioisce il Bari, che nonostante un avversario malandato (tredici indisponibili tra le fila etnee) soffre fino al 90° rischiando il colpo del pareggio. Che però non arriva. A tenere vive le speranze del Catania, il doppio rigore di Rosina e le prestazioni di Marcelinho e Calaiò. In conferenza stampa, dopo la partita, parla l’allenatore, Giuseppe Sannino.

«Non posso guardare a questa partita senza trovare spunti positivi». Ad esempio, «i giovani all’esordio hanno fatto bene, mostrando massima disponibilità e capacità di calarsi in una situazione come quella che stiamo attraversando». Nel particolare, «voi non potete vedere come ci alleniamo. Siamo costretti più a gestire i calciatori e le loro condizioni fisiche che a lavorare. Ho chiesto al club di dar trasparenza alla nostra situazione, in modo da non creare equivoci. Non abbiamo nulla da nascondere».

Però il risultato è una sconfitta. «Vero, com’è vero che il risultato a volte orienta il parere del dopo partita. Se il Bari è una squadra candidata alla vetta, nonostante le nostre difficoltà, avremmo meritato il pareggio almeno». Rammarico per i tanti infortunati? «No, faccio un plauso a chi è andato in campo quest’oggi. Mi rammarico invece per le tante occasioni non sfruttate in fase offensiva, per le due ingenuità del primo tempo che ci sono costate due gol e per il giallo a Peruzzi, a cui avevo detto di tenersi alla larga da situazioni a rischio e invece contro lo Spezia mancherà pure lui per squalifica».

Il dubbio adesso è se la squadra rischi di entrare in un circolo vizioso, anche psicologicamente. «La psicologia nel calcio è aria fritta. Noi abbiamo bisogno di lavorare e basta. Se siamo stati chiamati da questa società è perché ci vengono riconosciute le capacità di riuscire a dare il nostro contributo di professionisti sia nel bene che nelle difficoltà». Difficoltà da cui si esce, secondo l’allenatore, con «qualità più da uomini che da giocatori».


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