I renziani all’attacco del Governo Letta-Alfano-Bilderberg: “Marchettari”

PARTE DALLA SICILIA IL BEN SERVITO ALL’ESECUTIVO NAZIONALE. IL SEGRETARIO DEL PD MANDA AVANTI UNO DEI SUOI PIU’ STRETTI COLLABORATORI, IL SICILIANO DAVIDE FARAONE. LE ELEZIONI POLITICHE SI AVVICINANO? SEMBRA DI SI’

Matteo Renzi non ci sta. Il nuovo segretario del PD molla il Governo Letta-Alfano-Bilderberg. E lascia intendere che è arrivato il momento di andare al voto. E’ evidente che con il Sindaco di Firenze i messaggi del Presidente della Repubblica, Napolitano, non fanno presa.
Renzi non parla. Lascia parlare il siciliano Davide Faraone, responsabile Welfare del Partito Democratico e stretto collaboratore del segretario nazionale del Partito.
Faraone parla in stile Beppe Grillo, con un post su facebook. “Non basta un ritocco, un rimpasto, o si cambia radicalmente o si muore – scrive il parlamentare nazionale eletto in Sicilia -. Mentre noi lavoriamo ad un’agenda con dentro grandi riforme per il Paese, con tempi certi di realizzazione, al Governo e in Parlamento, con il suo bicameralismo perfetto (un vero ossimoro) c’è chi brucia tutto. Così non va. Eletto Matteo Renzi si azzera il contagiri e si riparte”.

Impietoso l’elenco di errori accumulati negli ultimi giorni dal Governo Letta-Alfano-Bilderberg. “Non elencherò gli errori del passato – scrive Faraone – se metto uno dietro l’altro gli errori commessi da questo Governo, dal giorno dell’elezione del nuovo segretario PD, 15 dicembre, fino ad oggi (appena 13 giorni) viene fuori un filotto impressionante: una legge di stabilità di galleggiamento (poco per il futuro), le slot machine, gli affitti d’oro, il provvedimento su Roma capitale. Se chiedi la fiducia ai parlamentari della Repubblica, se chiedi il sostegno in bianco ai deputati della maggioranza, lo fai per provvedimenti alti, utili per il Paese, non per legittimare decine e decine di inutili marchette”.
Insomma, il Governo Letta-Alfano-Bilderberg sarebbe un esecutivo di “marchettari”. Quindi l’affondo sul Milleproroghe: “Si nominano nuovi Prefetti, portati a 207 quando le Prefetture sono la metà, si abbonano 400 milioni a Roma quando tutti i Comuni soffrono. Due ottimi provvedimenti per dar fiato alle stanche trombe della Lega Nord. E poi i soldi Ue parcellizzati per il Sud e per il lavoro su mille provvedimenti senza alcuna strategia, con il solo obiettivo di non perderli. O ancora le deroghe al Patto di stabilità per Comuni non virtuosi, che chiedono di stabilizzare i precari anche dove si sfora la pianta organica e niente per i Comuni virtuosi che vogliono realizzare opere utili per la collettività”.
“Questo PD – conclude Faraone – con le grandi speranze che suscita, l’Italia, con le sue difficoltà e le sue grandi potenzialità, non può permettersi questo governo e i suoi errori. E non basta un ritocco, un rimpasto, o si cambia radicalmente o si muore”.


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