Da un lato il lavoro in farmacia ad Acireale, dall’altro la creatività nel dipingere in un percorso da autodidatta. Gresi Cipriani, catanese classe 1982, con le sue opere ha superato i confini dell’Italia, atterrando fino a New York, dove è stata selezionata per la mostra, Open Forms alla Sofy Gallery. La sua è una storia […]
Gresi Cipriani, dalla farmacia alla pittura: la catanese protagonista a New York
Da un lato il lavoro in farmacia ad Acireale, dall’altro la creatività nel dipingere in un percorso da autodidatta. Gresi Cipriani, catanese classe 1982, con le sue opere ha superato i confini dell’Italia, atterrando fino a New York, dove è stata selezionata per la mostra, Open Forms alla Sofy Gallery. La sua è una storia nata da una passione coltivata fin da ragazzina e mai abbandonata, nonostante la scelta di studiare Farmacia, anche per la tradizione familiare in questo campo. «Il mio laboratorio d’arte è come il mio laboratorio chimico», racconta Cipriani a MeridioNews. È proprio questo rapporto tra scienza, materia e creatività a essere diventato uno dei tratti distintivi del suo percorso. Da qui nasce anche il modo in cui Cipriani definisce la propria ricerca: «Mi definisco l’alchimista». Il laboratorio scientifico e quello artistico diventano così due luoghi apparentemente lontani ma accomunati dalla stessa curiosità verso la materia e le sue trasformazioni.
Da New York alla sabbia dell’Etna
Il percorso artistico di Cipriani è tutt’altro che legato a una sola tecnica o corrente. «Mi piace moltissimo la Pop Art, ma sono poliedrica. Mi annoia fare sempre lo stesso genere o la stessa corrente». La sua produzione passa dai volti e dagli sguardi, nei quali cerca «la giusta intensità ed emotività», alle opere astratte e materiche. Tra i materiali utilizzati c’è anche la sabbia dell’Etna, che entra direttamente nella superficie delle tele. «Mi piace creare questa unione tra la materia viva, a rilievo, e una parte che sembra acqua». Per ottenere questo contrasto utilizza anche le resine, creando una superficie lucida accanto alla ruvidità della roccia. «Avvicinandoti all’opera puoi quasi toccarla: c‘è il contrasto tra il liscio della tela e la parte sabbiosa che dà l’effetto tridimensionale».
È una ricerca che cambia anche in base al momento. «Mi ispiro al mio stato d’animo quotidiano». E così accanto alla materia compare il colore, mentre la tecnica varia tra olio, acrilico, sabbia e resine. «Mi piace tantissimo dipingere a olio, ma non apprezzo anche l’acrilico», spiega.
L’arte oltre la Sicilia
Una ricerca nata e sviluppata soprattutto nel suo laboratorio domestico, tanto che, racconta sorridendo, «tutta la mia casa è invasa dalle mie produzioni». Oggi alcune sue opere si trovano in una galleria di via Firenze a Catania e negli studi di alcuni architetti. Ma il progetto per il futuro è più ambizioso: «Vorrei avere una mia galleria con il mio laboratorio personale». Intanto, la sua pittura ha iniziato a viaggiare fuori dalla Sicilia. Per la mostra «Open Forms», alla Sofy Gallery di New York, Cipriani è stata contattata direttamente dagli organizzatori. L’esposizione, curata da Francesco Gallo Mazzeo e organizzata da PicassoDefi Project, riunisce dodici artisti contemporanei e resta aperta fino al 24 settembre. Per Cipriani, però, New York non rappresenta un punto di arrivo. Dopo una esposizione a Brera, a fine settembre sono in programma due nuove partecipazioni a fiere d’arte, a Torino e Padova.



