Gli aquiloni di S.Vito Lo Capo, voli e artisti di strada Un maestro: «Coniugare leggerezza e resistenza»

Gli aquiloni in cielo e un lungo elenco di eventi collaterali nelle spiagge e per le strade di San Vito Lo Capo. È partita ieri nella cittadina trapanese l’ottava edizione del festival internazionale che si concluderà il 29 maggio. Secondo gli addetti ai lavori ci sono tutte le premesse per bissare il successo delle passate edizioni, che hanno visto la presenza di migliaia di turisti, attirati dalle creazioni e dalla maestria di aquilonisti provenienti da tutto il mondo. Sono previste esibizioni in volo tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17:30, dai classici aquiloni monofilo a quelli giganti, passando per quelli acrobatici e per il suggestivo volo notturno. Anche quest’anno, allo spettacolo si lega un messaggio: il sì alla pace e il no alla guerra e a ogni tipo di violenza.

Numerosi gli eventi che si svolgeranno nel corso della quattro giorni: laboratori dedicati ai bambini per far costruire loro degli aquiloni, giochi e animazioni, cabaret e musica dal vivo, sfilate di alta moda, intrattenimento con artisti di strada protagonisti. «Si lavora con serenità perché tra associazioni, artisti, aziende e Comune, che patrocina l’evento, ci si aiuta molto – spiegano dall’organizzazione –. Ogni anno riscontriamo una buona affluenza di turisti e visitatori e questo ci spinge a investire per l’edizione successiva».

Gianni Bariselli è un aquilonista arrivato da Brescia, alla sua terza partecipazione al festival. «Sin da bambino ero attratto dagli aquiloni – racconta a MeridioNews – come penso sia normale un po’ per tutti a quell’età. Ma il mio interesse non si è affievolito negli anni; è diventato, piuttosto, un vero e proprio hobby. A trent’anni, infatti, ho iniziato a costruire aquiloni e non ho più smesso. A casa ne conservo circa ottocento. Questa passione mi permette di staccare la spina dal lavoro, di rilassarmi».

L’esperto aquilonista spiega con quali materiali si realizza un aquilone: «L’obiettivo è coniugare leggerezza e resistenza. Non è facile come sembra, specie se si vuole realizzare qualcosa di dimensioni notevoli. La struttura, lo scheletro, è in carbonio, un materiale molto solido ma al tempo stesso leggero. Le aste che si utilizzano sono snelle, il loro peso è ridotto, ma nonostante ciò, imprimendo una forza di 20-30 chili, si piegano appena. Il tessuto è quello delle barche a vela, lo spinnaker. È impermeabile, così che in caso di pioggia l’aquilone non si appesantisca, a scapito delle prestazioni, e resistente, grazie a una speciale trama che blocca o riduce gli eventuali tagli dovuti a cadute e urti. Il filo, infine, deve avere due caratteristiche: essere morbido ma ma non elastico, così da rispondere perfettamente ai comandi. Si utilizza il kevlar, non a caso utilizzato per realizzare i giubbotti antiproiettile, o il dyneema, fibra sintetica molto utilizzata negli sport da trazione».

Bariselli con i suoi aquiloni va in giro per il mondo e ha partecipato a One Sky One World, festival di aquiloni di caratura internazionale che si svolge ogni anno, dal 1985, ogni seconda domenica di ottobre in contemporanea in molte città del mondo. «La location di San Vito Lo Capo è davvero meravigliosa e si presta bene a questo tipo di attività – dichiara –. La manifestazione è molto bella, nonostante ci siano festival più rinomati e grandi. Quando mi hanno parlato di questo evento, anni fa, non c’ho pensato due volte e ad ogni edizione torno sempre con piacere».


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