Ars, Finanziaria approvata dopo una maratona di 18 ore: ci sono i fondi per i Comuni, restano fuori le associazioni

Mancavano solo – si fa per dire – il voto sul maxiemendamento e quello su Bilancio e Finanziaria. Poi è stata scritta la parole fine anche su questa lunga notte dell’Assemblea regionale siciliana, che ha visto i deputati incontrarsi e scontrarsi in una seduta tecnicamente aperta da prima di Natale, ma che – tutto di filato – in pratica è iniziata ieri pomeriggio, in un inseguirsi di sospensioni e vertici ristretti e allargati, con o senza l’opposizione. Un lungo lavoro diplomatico che alla fine ha portato all’approdo tra gli scranni di Sala d’Ercole del maxiemendamento, frutto anzitutto del lavoro del governo, che in quel testo ha racchiuso la vera ciccia della Finanziaria, la sua direzione politica dal punto di vista della spesa dei fondi. E poi della sintesi degli oltre mille emendamenti presentati a destra e a manca dai deputati. Una gestazione discussa, basti pensare che quando il maxiemendamento arriva finalmente in Aula sono già passate da un pezzo le quattro del mattino.

Per l’approvazione finale è stato necessario aspettare le nove: 39 sì e 20 no. E non è finita qui: nel corso dell’anno sarà necessario altro lavoro per la votazione di un collegato alla Finanziaria, che racchiuderà – tra le altre cose – le norme che si è deciso di stralciare oggi. Nessuna mancetta nel maxiemendamento, sono stati di parola: nessuna associazione è stata finanziata, anche se – tra maxiemendamento e Finanziaria – tra i protagonisti assoluti ci sono i Comuni, che sul fronte delle sagre continuano a ricevere finanziamenti annoverati sotto la voce marketing e promozione del territorio. Dalla legge di stabilità invece arrivano 350 milioni all’anno per i Comuni, mentre si riduce il contributo per le ex province. In arrivo anche dieci milioni di euro stanziati appositamente per quegli enti che sono sull’orlo del dissesto, grazie a una norma presente nel maxiemendamento e spinta dall’opposizione, in particolare dal lato del Movimento 5 stelle.

Ovviamente felici in maggioranza, soprattutto dalle parti della presidenza dell’Assemblea: Gaetano Galvagno può fregiarsi di essere il primo presidente a fare approvare la Finanziaria entro i limiti di tempo per due anni consecutivi, cosa che non accadeva da non si sa più ormai quanti anni. Un risultato non da poco. Meno soddisfatte le opposizioni, che hanno parlato a lungo della mancanza di visione del governo regionale e di un documento che per lo più tende a mantenere invariato l’ordinario, ma non rinunciano a rivendicare lo spirito collaborativo dimostrato quando possibile e l’intenzione comune – in ogni caso – di portare a casa il risultato.

«Mi sento di ringraziare tutti, ma veramente tutti – il discorso conclusivo di Galvagno – Si sono fatti possibilmente degli errori, ci sono state delle defezioni, ma questo è però frutto delle sedute fiume che poi avvengono quando non si mantengono determinate tabelle di marcia. La vera scommessa, secondo il mio punto di vista, assessore, è che non solo la norma l’anno prossimo si debba votare entro il 31 dicembre, ma che anche la produzione normativa – e soprattutto le procedure – debbano vedere non la via del maxiemendamento per sottrarsi al confronto. Perché il confronto con le forze parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, non fa altro che arricchire il testo. Quindi l’auspicio per il futuro è che si possa andare con una produzione normativa migliore. Ci auguriamo di riuscire a fare sempre meglio fino alla fine di questa legislatura».


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