Experia, 1 a 0 e palla al centro

L’occupazione temporanea del Bastione degli Infetti rientra in una strategia specifica degli occupanti dell’Experia: evidenziare le assenze dell’amministrazione comunale, mettendo il dito nella piaga degli spazi inutilizzati e abbandonati al degrado.
In attesa della mossa successiva e di scoprire quale sarà il prossimo luogo che i ragazzi occuperanno, quello che è certo è che non si può più parlare di un problema di ordine pubblico, bensì di una questione prettamente politica, come dichiarato sabato mattina da Daniele Zito, del comitato di gestione del CPO.

Un quartiere è fatto dalla gente che ci abita, da chi vive i locali che ci sono al suo interno, non dalle istituzioni che lo blindano schierando in massa le forze dell’ordine.

Il problema dell’Antico Corso non è il problema Experia. L’Experia è il paradigma di un caso Catania ben più ampio, che riguarda di una città straziata da tante piccole proteste che forse possono unirsi.

Per migliorare la situazione all’interno del quartiere si muove, da dieci anni, il Comitato Antico Corso. Francesco Mannino ha spiegato le problematiche di una zona che avrebbe bisogno di un piano di sviluppo particolareggiato.

Secondo gli occupanti dell’Experia e secondo il comitato, pensare ad un polo universitario all’interno del centro storico senza tenere conto delle esigenze di centinaia di famiglie le espone al rischio di essere vittime di una speculazione alla quale è quasi impossibile sottrarsi.

L’assenza delle istituzioni è la lamentela più comune e pressante, e il paradosso di schieramenti di forze dell’ordine in assetto da guerriglia urbana salta agli occhi.


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