È terminata qui l’esperienza del Nero Miciok a Palermo: chiude il primo neko café del Sud Italia, caffetteria tematica ispirata al Giappone, in cui era possibile giocare con i gatti presenti nel locale. Dopo dieci anni di attività, a dare notizia della chiusura sui social è stato il titolare, Massimiliano Calandra. «I miciokkini sono in […]
Foto di Nero Miciok
Palermo, chiude il café dei gatti Nero Miciok: «Obbligati dai maltrattamenti degli incivili»
È terminata qui l’esperienza del Nero Miciok a Palermo: chiude il primo neko café del Sud Italia, caffetteria tematica ispirata al Giappone, in cui era possibile giocare con i gatti presenti nel locale. Dopo dieci anni di attività, a dare notizia della chiusura sui social è stato il titolare, Massimiliano Calandra. «I miciokkini sono in pensione. È stato un bel viaggio. Spero di aver fatto apprezzare il meraviglioso mondo del gatto. Grazie a tutti». Un messaggio che non lasciava trasparire nulla sulle motivazioni della scelta. Non economica. «Si sono verificati degli episodi di maltrattamento da parte di alcuni clienti», spiega con amarezza Calandra a MeridioNews. Nato con l’idea di coccolare i felini mentre si sorseggia qualcosa, si è arrivati invece alle manate e a veri e propri combattimenti clandestini.
I maltrattamenti ai gatti
La moda dei neko café ha spopolato in Italia nel decennio precedente, con locali a Roma, Milano e Torino. Il Nero Miciok di Palermo, però, si è subito distinto perché, oltre all’attività commerciale, ha stipulato una convenzione con l’Ediga rifugio del Gatto Pola Narzisi – il gattile di Palermo vicino all’aeroporto di Boccadifalco – per le adozioni dei trovatelli. Un modello positivo che, insieme all’equilibro economico e gestionale, ha permesso al locale palermitano di andare avanti con serenità. «Purtroppo, però, la Sicilia non è ancora pronta ad accogliere un posto del genere – precisa il titolare a MeridioNews -. Mi sono stati riferiti maltrattamenti ai gatti, come manate e spintoni, da parte di alcuni clienti». Ma non solo. «L’episodio più grave è avvenuto mentre io ero in cucina – continua – e 15 adulti hanno deciso di far combattere due gatti, come se fossero dei galli».
Una scelta di rispetto per gli animali
Azioni compiute nei momenti di distrazioni del personale, mentre si era in cucina o impegnati a preparare e servire qualcosa ad altri clienti. Da qui è nata la sofferta decisione di chiudere il locale: «Non posso essere sempre presente ovunque – spiega ancora Calandra -. Ma, se non posso garantire l’incolumità dei miei bimbi, non ha senso continuare. Questo dovrebbe essere un luogo in cui l’animale è rispettato e protetto, in cui si può fare pet therapy, altrimenti non ha alcun senso». Il futuro dei dieci gatti dei Nero Miciok è comunque al sicuro: «Li ho portati a casa con me e stanno benone».