Si aggrava l’emergenza abitativa in Sicilia. Ance: «Serve un piano casa»

«In Sicilia si aggrava l’emergenza abitativa: di proprietà o in affitto, la casa è diventata un obiettivo irraggiungibile non solo per le famiglie a basso reddito, che possono solo sperare nell’assegnazione di un alloggio popolare, ma anche per quelle riconducibili alla cosiddetta fascia grigia, cioè con reddito medio di circa 16.500 euro (è il secondo quintile), e per quelle del terzo quintile che dispongono in media di circa 23.500 euro – scrive l’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) -. Infatti, complice anche la corsa alle locazioni brevi che fa lievitare i prezzi del mercato immobiliare, in Sicilia per questi nuclei la rata del mutuo o il canone di locazione richiedono oltre un terzo del reddito. Superando così la soglia critica dell’indice di accessibilità».

Il rapporto annuale dell’Ance

L’edizione di quest’anno del rapporto Scenari edilizi regionali, curato dal Centro studi nazionale dell’Ance, in riferimento alla situazione in Sicilia, lancia l’allarme sul forte aumento della spesa in Sicilia per comprare o affittare una casa, che colpisce e taglia fuori dal diritto alla casa anche le famiglie con reddito medio. La rata del mutuo, che nel 2022 assorbiva il 28% del reddito del secondo quintile, nel 2024 è arrivata a superare il livello critico nelle città di Palermo (32%) e Catania (31,5%).

Il canone di affitto è arrivato al 32,7% del reddito disponibile a Siracusa, al 31,8% a Palermo, al 30,7% a Catania e al 30,5% a Trapani. Citazione a parte meritano le dieci più care località turistiche, tutte in provincia di Messina. Il record assoluto va a Santa Marina Salina (77,2%), seguita da Malfa (72,5%), Leni (65,3%), Taormina (62,3%), Giardini Naxos (52,5%), Lipari (51,5%), Castelmola (49,6%), Letojanni (47,6%), Oliveri (41,2%) e Capo d’Orlando (39,9%).

La necessità di stilare un Piano Casa

Secondo Salvo Russo, presidente regionale di Ance Sicilia «questi dati evidenziano ancora di più l’urgenza di varare un grande Piano Casa per la Sicilia che renda disponibili alloggi accessibili e a prezzi calmierati ai nuclei fragili e disagiati. Ma anche alle giovani coppie e alle famiglie con reddito medio che cominciano a incontrare difficoltà nell’ottenere un mutuo o nel trovare un affitto sostenibile. Un Piano – sottolinea Russo – che investa massicciamente sull’edilizia residenziale pubblica, sulla ristrutturazione ed efficienza energetica di edifici esistenti, sull’housing sociale e sulla rigenerazione urbana e che incentivi anche i proprietari privati a manutenere gli immobili sfitti a condizione di applicare poi canoni agevolati».

La ricerca di risorse finanziarie

Il presidente di Ance Sicilia ritiene che, dopo la fine del Pnrr e dei bonus edilizi, gli investimenti pubblici sull’edilizia residenziale possano essere una buona alternativa per dare continuità alla spinta alla produttività e all’occupazione nel comparto edile. Un settore che nel 2025 ha inciso sul Pil regionale per il 13,7% in termini di investimenti e per il 7,5% in termini di occupazione complessiva. Russo considera «un inizio promettente il Piano Casa del governo nazionale che stanzia per tutta Italia 7,4 miliardi fino al 2034. Che con l’aggiunta di fondi Ue e nazionali per il social housing possono arrivare a 10 miliardi, nonché 1,2 miliardi dalla rimodulazione del ‘Pnrr’ appena definita (è la quarta gamba del Piano Casa)».

Le azioni del governo regionale

«Apprezziamo moltissimo – sottolinea ancora Russo – la decisione del governo regionale di rimodulare 259 milioni di fondi europei per integrare il Piano Casa nazionale. Unitamente ai 15 milioni in tre anni stanziati dalla legge di Stabilità regionale 2026-2028 per incentivare le famiglie a eseguire le ristrutturazioni (è la quinta gamba del Piano Casa). Questa è la strada giusta – conclude Salvo Russo – ma si tratta di risorse che, sia pure significative, sono purtroppo insufficienti. Auspichiamo, quindi, che il governo nazionale e l’esecutivo Schifani aggiungano risorse adeguate all’obiettivo sociale di un mercato casa alla portata di tutti e di un diritto all’abitare che non sia più negato a nessuno».


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