Foto di Cisal Catania

Crisi aeroporto di Catania: le proposte del Movimento 5 stelle al governo siciliano

«Dopo una settimana di stop e disagi negli aeroporti di Catania e Comiso, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha finalmente scoperto che il sistema aeroportuale va potenziato». La prende con ironia il Movimento 5 stelle siciliano, che addita il governo regionale di aver reagito solo dopo che «le immagini dei passeggeri accampati a Fontanarossa hanno fatto il giro delle cronache nazionali». Con un danno materiale e di immagine che supera l’attrattività dell’Etna in eruzione, causa della chiusura dello scalo. Ma non della inadeguata gestione delle conseguenze. Davanti alla quale il M5s fa sapere di avere «già elaborato una proposta tecnica organica». Con l’impegno dei deputati nazionali Luciano Cantone, laureato in Tecnologie del trasporto aereo e lavoratore del settore, e l’ingegnere gestionale Filippo Scerra.

Le proposte del M5s siciliano per gli aeroporti

Il piano di gestione della crisi da cenere vulcanica proposto dai pentastellati si articola in quattro punti principali. E parte dal coordinamento tra gli scali di Catania e Comiso, entrambi gestiti da Sac e interessati, al momento, da una procedura di privatizzazione.

Il potenziamento di Comiso

Per cominciare, la prima delle proposte del M5s è trasformare l’aeroporto del Ragusano da cenerentola di quello di Catania a vero nodo di riserva. «Con capacità dimensionata sui picchi di crisi e non sul traffico ordinario», spiegano dal M5s. Per farlo, suggeriscono, ci sarebbero 47 milioni già stanziati per il piano di sviluppo di Comiso, di cui 22 destinati all’area cargo. E che potrebbero, invece, essere riallocati sulla capacità passeggeri. Come avrebbe dovuto essere previsto dalla «rifunzionalizzazione del terminal passeggeri e i nuovi gate annunciati nel 2024, ma ad oggi privi di un progetto esecutivo, bando o cantiere avviato». A cui associare banchi check-in mobili e altre strutture temporanee in caso di emergenza, con personale aggiuntivo tra luglio e settembre.

Gli obblighi verso i passeggeri

Le regole e le tutele per chi si è visto un volo cancellato a causa della cenere vulcanica esistono già. Ma, lamentano dal M5s, c’è «una carenza sistematica nell’applicazione, nel controllo e nella comunicazione ai passeggeri». Nel documento tecnico, si propone di partire da un’analisi delle segnalazioni degli ultimi due anni e da un futuro report trimestrale. Ma, soprattutto, pretendere che, quando un volo parte da un aeroporto diverso da quello previsto, il vettore «garantisca il trasferimento del passeggero, senza limitarsi alla cancellazione». Il tutto sulla base di un protocollo di comunicazione standard: con un tempo massimo di avviso per i dirottamenti e un punto informativo unico negli scali di Catania e Comiso, con notizie aggiornate e ufficiali dalle compagnie.

Un collegamento strutturato tra gli aeroporti

Tra i nodi principali della crisi in corso, c’è proprio il trasferimento dei passeggeri. Con pochi autobus predisposti dalle compagnie, qualche navetta regionale o treno straordinario e il business dei privati con passaggi a 800 euro per Palermo. Per il M5s serve, piuttosto, un «accordo quadro permanente tra SAC, Trenitalia, Regione Siciliana e società di trasporto bus» da attivare allo scattare dell’emergenza cenere. In bus per Comiso e in treno per Palermo e Trapani. Corse da pagare con una quota a carico delle compagnie aeree – come obbligo di riprotezione – e un’eventuale partecipazione regionale.

Il necessario piano straordinario stagionale

Per una vera programmazione, concludono dal M5s siciliano, serve un piano definito, da attivare automaticamente da giugno a settembre, senza attendere la crisi. Con un monitoraggio costante insieme a Enav, Ingv etneo e Protezione civile regionale. E una informazione preventiva sul rischio dirottamenti ai passeggeri che prenotano un volo per la Sicilia. Controllando ogni anno le performance del sistema, così da poter apportare eventuali correttivi.

La richiesta al governo Schifani

«Chiediamo che si convochi senza ulteriori rinvii un tavolo tecnico tra Regione siciliana, Sac e ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prenda in esame la nostra proposta», spiegano i pentastellati siciliani. Tavolo a cui intendono partecipare come promotori. «Basta gestire l’emergenza a rimorchio delle notizie – concludono – serve un piano e noi lo abbiamo già scritto».


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