Domani un libro su Pio La Torre

“Perché è stato ucciso Pio La Torre?”. A rilanciare l’interrogativo, auspicando la riapertura dell’inchiesta a trent’anni dall’uccisione del politico siciliano, è un libro firmato da Nino Caleca e Elio Sanfilippo che verrà presentato domani, a Palermo, alle 17 e 30, nel corso di un incntro che si terrà a Palazzo delle Aquile.

Pio La Torre è stato un dirigente storico del Pci siciliano. Negli anni ’40 e negli anni ’50 è stato in prima fila nelle lotte contadine per l’occupazione delle terre. Dopo aver guidato la segretaria regionale del partito venne eletto al parlamento nazionale. Questo avveniva negli anni ’60.

La Torre ha fatto parte della prima commissione nazionale Antinafia. La relazione finale di minoranza ai lavori della commissione Antimafia, per conto del Pci, porta la sua firma. La Torre ritorna in Sicilia nel 1980. E torna alla guida della segreteria regionale del partito. Accolto male dall’ala ‘movimentista’ del partito, che vede in lui un avversario, visto che La Torre era vicino ai riformisti del Pci, che venivano chiamati, non senza una dose di fastidio, ‘miglioristi’. Pio La Torre viene ammazzato la mattina del 30 aprile del 1982. Con lui muore il suo autista, Rosario Di Salvo.

Il testo di Salfilippo e Caleca – presidente di Legacoop Sicilia il primo, avvocato penalista il secondo – ripercorre l’azione di La Torre e punta i riflettori su una pista poco battuta dagli inquirenti: quella legata a Comiso e alle battaglie per la Pace portate avanti dall’ex segretario regionale del Pci. Insieme alla rilettura storica di quegli anni, anche una registrazione inedita di La Torre. Un intervento interno al partito tenuto nel 1979, pochi anni prima del suo rientro in Sicilia, e in cui La Torre ricostruisce le fasi salienti della storia dell’Isola: dalle lotte agrarie al ruolo della Dc, all’evoluzione dei partiti in Sicilia.

Il libro, edito dall’Istituto Poligrafico Europeo. Domani, insieme con gli autori, ne discuteranno il giornalista Riccardo Arena (presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sicilia), Michele Figurelli e Luigi Colajanni.

 


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