I conti della Rap tra interrogazioni, risposte e documenti persi dal Comune di Palermo

Perdite in diminuzione e miglioramento dei conti per la Rap, società partecipata del Comune di Palermo che si occupa della raccolta dei rifiuti in città. Di fatto, però, l’azienda continua a vantare crediti milionari nei confronti di Comuni terzi e aziende private. A confermarlo è il documento con cui Rap ha risposto all’interrogazione all’amministrazione, presentata a giugno di quest’anno da Antonio Randazzo, consigliere comunale del M5S.

I crediti di Rap per circa 4 milioni di euro

Nei giorni scorsi, l’assemblea dei soci di Rap ha approvato il bilancio d’esercizio del 2024, il quale ha evidenziato una perdita dell’azienda di circa 1,3 milioni di euro. In forte miglioramento rispetto a quella registrata nel 2023, pari a oltre 10 milioni di euro. Una riduzione delle perdite che fa ben sperare per il futuro. Ma, di fatto, l’azienda non ha ancora recuperato i crediti milionari – circa 4 milioni di euro – di cui era stata chiesta contezza, a giugno di quest’anno, dal controllo analogo del Comune. Una querelle diventata pubblica perché, tra le aziende creditrici di Rap, figurava anche la O.S.P. gestita da Giuseppe Todaro, che della Rap è pure il presidente. E, quindi, debitore e creditore al tempo stesso. Ma con debito era esiguo, rispetto a quelli di altre aziende: circa 126mila euro, saldati subito quasi del tutto. Restano da versare altri 9mila euro circa.

Comuni e aziende inadempienti

Le due società che hanno maturato i debiti più corposi nei confronti di Rap – circa 3 milioni di euro – sono la TradeEcoService srl e la ditta D’Angelo Vincenzo, che si occupano entrambe dello smaltimento di rifiuti nella discarica di Bellolampo. A seguire, il Comune di Bagheria, che deve alla Rap circa 500mila euro, e il Comune di Belmonte Mezzagno, in debito con la società partecipata di 180mila euro. «Questi dati non sono precisi, perché non tengono conto di tutta una serie di fattori, come le compensazioni con i fornitori, i pagamenti già effettuati e altri parametri – aveva riferito a MeridioNews il presidente della partecipata -. Quando sono arrivato io, i crediti complessivi della Rap erano di 48 milioni di euro. Oggi forse arriviamo a 4 milioni di crediti circa, che sono fisiologici in un’azienda che fattura 150 milioni l’anno».

Il documento disperso dagli uffici del Comune

Proprio due giorni fa è arrivata una sollecitazione in merito firmata da Roberto Pulizzi, capo area del Controllo analogo comunale, e da Brigida Alaimo, assessore comunale al Bilancio. «Le società partecipate comunali sono enti autonomi, dotati di personalità giuridica e proprie governance – hanno scritto dal Comune di Palermo, in risposta all’interrogazione presentata da Randazzo -. Ciò premesso, alcuna azione può essere realizzata direttamente da questa amministrazione al fine di recuperare i crediti maturati dalla società né, tantomeno, possono essere direttamente gestite le tempistiche per il recupero. Ad oggi, nessuna risposta in merito risulta ancora pervenuta da parte della partecipata». In realtà, però, un documento di risposta sui crediti milionari da parte della Rap c’era già, datato 15 settembre 2025, quindi circa 10 giorni prima della nota inviata a firma dell’assessora Alaimo. Solo che, a quanto pare, il Comune se l’era perso. E l’ufficio del Controllo analogo ha quindi dovuto fare marcia indietro, rettificando la risposta.

La risposta di Rap tra crediti e debiti

Nel documento in oggetto, i vertici di Rap prendono in esame le aziende che hanno i debiti più importanti. «Con la Trade Eco Service s.r.l. trattasi di un rapporto di costante compensazione dei reciproci dare e avere». Con la stessa azienda che è sì debitrice di Rap, ma anche creditrice nei confronti della partecipata comunale «per la fornitura di attrezzature e noleggio, impiegate per l’adempimento dei servizi istituzionali», scrivono Giuseppe Todaro e il direttore generale Massimo Collesano «A dimostrazione, alla data odierna, a fronte di un debito di 1.620.790,06 euro, la Trade Eco Sevice srl vanta un credito di 1.071.080,47 euro, quest’ultimo destinato verosimilmente a crescere nell’anno in corso», fino a fare scaturire un possibile «credito in favore del fornitore alla chiusura di esercizio 2025».

Società D’Angelo Vincenzo e i Comuni terzi

La stessa situazione, sarebbe in essere anche per la società D’Angelo Vincenzo, che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella discarica di Bellolampo. Anche qui, a fronte di un debito di 2.461.714,40 euro, la ditta vanta un credito nei confronti di Rap di 1.863.549,91 euro. Differenza che, secondo la dirigenza Rap, verrà contabilizzata e regolarizzata entro la chiusura del corrente esercizio 2025. I Comuni di Bagheria e Belmonte Mezzagno sarebbero stati, invece, sollecitati al pagamento delle rate.

Modalità di riscossione dei crediti milionari

Per quanto riguarda le modalità di gestione e controllo dei crediti, e dello stesso recupero delle cifre, la Rap fa sapere di predisporre «con cadenza quindicinale un report-scadenzario dei crediti vantati nei confronti dei clienti-fornitori e – si legge- esiste un gruppo di lavoro deputato al monitoraggio-recupero dei crediti societari», composto da dipendenti di area amministrativa, contabile e legale. Addetti a seguire le «fasi del recupero crediti dalla diffida ad adempiere fino alla fase giudiziale – concludono da Rap – compreso il computo e il recupero degli interessi di mora sulle partite creditorie scadute e impagate».


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