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Palermo, mazzette e aragoste per truccare le pratiche di invalidità: tre arresti e 1,2 milioni sequestrati

Denaro, ma anche aragoste, gamberoni e altri regali per facilitare pratiche sanitarie e indirizzare pazienti verso aziende di presidi ortopedici. È il presunto sistema corruttivo scoperto a Palermo dalla polizia di Stato, che ha eseguito sei misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta della procura su un presunto giro di mazzette all’Asp locale.

La gip Ivana Vassallo ha disposto gli arresti domiciliari per il faccendiere Giuseppe Nicoletti, 65 anni, l’ortopedico Leonardo Armando Gaziano, 53 anni, e l’imprenditore Massimiliano Contino, 51 anni, amministratore unico dell’Ortopedia Barbanera srl di Tommaso Natale e titolare di un’attività di procacciatore d’affari nel settore dei dispositivi ortopedici.

Ruoli e dinamiche nell’inchiesta sull’Asp di Palermo

Nicoletti, ritenuto dagli investigatori l’anello di congiunzione tra pazienti e sanitari compiacenti, durante le perquisizioni è stato trovato in possesso di oltre 1,2 milioni di euro in contanti, nascosti in scatole e nell’auto. La somma, ritenuta sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati, è stata sequestrata. L’indagine, coordinata dai sostituti procuratori Gianluca De Leo e Andrea Zoppi e condotta dalla sezione Anticorruzione della Squadra mobile tra il 2024 e il 2025 con intercettazioni e pedinamenti, avrebbe portato alla luce un sistema rodato finalizzato ad alterare il riconoscimento dei benefici assistenziali attraverso certificazioni mediche false.

Secondo gli investigatori, Nicoletti gestiva le pratiche di invalidità dei clienti, chiedendo compensi tra i 1.500 e i 7mila euro. Per ottenere certificazioni favorevoli si sarebbe rivolto a medici compiacenti, remunerati per attestare patologie anche senza visitare i pazienti. Tra gli indagati figura l’ortopedico Gaziano, che avrebbe ricevuto denaro ma anche regali in natura – tra cui pesce fresco, olio, vino e perfino astici e gamberoni di Mazara del Vallo – dagli imprenditori del settore, indirizzando verso le loro aziende i pazienti visitati all’Asp per l’acquisto di dispositivi ortopedici a carico del Servizio sanitario regionale.

Il giudice ha inoltre disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e la sospensione per un anno dall’impiego per il fisiatra dell’ospedale Enrico Albanese Sigismondo Dino Brunetto, 46 anni, e per la neuropsicologa del Buccheri La Ferla Sonia Alcamisi, 36 anni. Misura cautelare e interdittiva per un anno anche per l’imprenditore ennese Biagio Mendolia, socio amministratore della Ormeva. Nel provvedimento il gip ha evidenziato il comportamento collaborativo di Nicoletti durante gli interrogatori preventivi, nel corso dei quali avrebbe ammesso parte delle condotte, indicando anche i compensi versati ai professionisti. Diversamente, le versioni fornite dall’ortopedico e dai due imprenditori sono state ritenute contraddittorie e smentite dalle intercettazioni e dagli esiti dei pedinamenti.


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