Covid-19, l’incremento delle terapie intensive in Sicilia Nuove cifre per novembre, ma il piano risale a giugno

Quanti posti di terapia intensiva ha la Sicilia? Quanti ne sono stati creati durante la prima emergenza Covid-19? Domande all’apparenza semplici, ma al centro delle polemiche da quando la capacità del sistema sanitario isolano è stata giudicata – insieme ad altri 20 parametri – dal ministero della Sanità per stabilire il livello d’allerta rispetto alla pandemia. La discussa assegnazione della fascia arancione, però, è solo l’ultimo atto di una questione che va avanti da mesi. Sempre difficile da stimare secondo dati ufficiali. Niente di strano, quindi, se l’annuncio dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza – arrivato lo stesso giorno della decisione del governo sulle nuove chiusure – di 3600 posti letto, di cui 416 di terapia intensiva, entro il 30 novembre dedicati a fronteggiare l’emergenza ha destato confusione e la ricerca di una calcolatrice. A farci sentire meno soli, il fatto che la stessa nota dell’assessorato riporti per ben due volte degli errori di calcolo.

Il piano parla di posti letto «previsti nell’incremento dell’assistenza». Formula che alcuni hanno tradotto, complice il tempismo con la nuova ondata di contagi, con «nuovi posti letto». E in effetti è stato lo stesso assessore a non chiarire del tutto il punto, nemmeno durante la conferenza stampa di ieri, quando alla domanda specifica su quanti di questi posti fossero effettivamente nuovi, ha risposto: «Sono quelli indicati, una parte significativa fa riferimento a quelli del primo step». Così, abbiamo provato a mettere insieme i documenti: il piano regionale di giugno con i posti programmati; la tabella di luglio con numeri e cifre dei posti da realizzare per raggiungere l’obiettivo e, infine, l‘incremento presentato dall’assessorato mercoledì.

In sostanza, la quasi totalità dei 416 posti di terapia intensiva del piano di due giorni fa coincide con quanto programmato all’inizio dell’estate. In questi mesi, alcune postazioni sono già state allestite (come a Biancavilla o a Siracusa), altre no (sebbene in gran parte con attrezzature pronte, come le 20 del Sant’Elia di Caltanissetta di supporto agli 8 posti già presenti pre-Covid). A questi si aggiungono una quarantina di posti letto non previsti dal piano estivo.


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