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Rifiuti, Corte dei conti denuncia carenze strutturali in Sicilia. Regione: «Nessun freno ai termovalorizzatori»

Il ciclo dei rifiuti in Sicilia continua a mostrare gravi criticità. La Corte dei conti, nel referto approvato ieri, parla di un sistema caratterizzato da «carenze programmatorie, organizzative, gestionali, informative e attuative» che generano inefficienze nella pianificazione, nel controllo delle attività e nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Secondo i giudici, l’assenza di una pianificazione affidabile rischia di compromettere l’intera rete impiantistica regionale, come dimostrano venticinque anni di gestioni commissariali che non hanno prodotto risultati all’altezza degli obiettivi fissati.

Documenti mancanti e controlli resi impossibili: la denuncia della corte dei conti sulla gestione dei rifiuti in Sicilia

La Corte denuncia una «grave e ingiustificabile carenza di documentazione» relativa alle gestioni commissariali, tale da impedire la verifica puntuale delle infrastrutture realizzate e della loro effettiva funzionalità. Nella delibera si segnala inoltre una «commistione non giustificabile» tra gestione straordinaria e ordinaria, prive di un adeguato coordinamento. Per colmare queste lacune, la magistratura contabile chiede chiarimenti in undici ambiti: dalla dotazione impiantistica degli Ato al dimensionamento di termovalorizzatori e discariche, fino ai flussi di rifiuti trasferiti fuori Regione e al monitoraggio dei Centri comunali di raccolta.

La Regione rassicura: «Nessun blocco ai termovalorizzatori»

Alle osservazioni della Corte replica la Regione Siciliana, che esclude ogni rischio di stop ai termovalorizzatori. «La delibera non impedirà la loro realizzazione», afferma una nota di Palazzo d’Orleans. L’amministrazione commissariale si dice pronta a recepire «gli spunti e i suggerimenti» della Corte nell’ambito di un confronto costante, ma precisa che non si tratta di un controllo sospensivo come avvenuto per la delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto. Qui, sottolinea la Regione, il controllo riguarda la gestione e si traduce in «raccomandazioni sollecitatorie» utili a rendere più efficace il riordino in corso. «Nessun freno né paralisi – conclude la nota – ma uno sprone a procedere con maggiore determinazione verso un sistema moderno ed efficiente di gestione dei rifiuti».


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