Cardiochirurgia pediatrica Taormina senza convenzione col Bambin Gesù: cosa cambia per i piccoli pazienti

«Vigilo personalmente con l’assessore Caruso e posso rasserenare le famiglie: tranquilli, non ci saranno traumi. La salute dei bambini, per me, è primaria». Sembra quasi voler convincere se stesso il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. Secondo cui l’attività della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina non subirà scossoni senza il Bambin Gesù, che ha deciso di non rinnovare la convenzione annuale in scadenza il 30 giugno. A non essere convinti, però, sono famiglie e operatori del Ccpm di Taormina. Che temono non siano chiari i vantaggi vitali – dai trapianti alle malattie rare – di una collaborazione con l’unico ospedale pediatrico italiano definito full service. Punti che si spera vengano trattati oggi, quando della struttura si parlerà in commissione Sanità all’Ars. Convocati, oltre all’assessore Marcello Caruso, anche i direttori degli ospedali coinvolti: da Messina a Roma, passando per Catania, a cui il Ccpm di Taormina dovrebbe essere accorpato.

Perché il Bambin Gesù è considerato strategico

Il Bambin Gesù segue pazienti di tutte le età: neonati, bambini, adulti e anziani. Ma rappresenta, soprattutto, un punto di riferimento nazionale per trapianti, malattie rare, ortopedia e chirurgia di cuore, polmoni, reni, fegato e intestino. A differenza del Gaslini di Genova, che non si occupa di trapianti, e del San Donato di Milano, che non tratta malattie genetiche, la struttura gestita dalla Santa Sede offre un’assistenza multidisciplinare completa. Per questo, negli anni, la gestione della cardiochirurgia pediatrica siciliana si è sempre orientata verso l’ospedale romano. Le altre strutture citate rappresentano, infatti, eccellenze sanitarie nel settore della cardiochirurgia pediatrica, ma nessuna raggiunge ancora il livello di completezza garantito dal Bambin Gesù. E, quindi, ai piccoli pazienti siciliani.

Il valore concreto della convenzione

Avere una convenzione con il Bambin Gesù è importante non soltanto per Taormina, ma per l’intera Regione Siciliana. Se, ad esempio, un bambino ha un grave problema alla trachea – branca della chirurgia che in Sicilia non esiste – i medici possono richiedere il supporto di uno specialista da Roma. Il quale raggiunge Taormina con il primo volo disponibile per operare direttamente sul posto. Evitando, così, il trasferimento del piccolo paziente e della sua famiglia nella capitale. Senza la convenzione, questa possibilità verrebbe meno.

Anche per gli interventi a cuore e polmoni o per il trattamento delle malattie rare cardiochirurgiche, oltre agli specialisti del San Vincenzo di Taormina, un paio di volte al mese arrivano medici altamente specializzati da Roma. Dedicati a seguire direttamente casi di elevata complessità. Questo sistema consente di sostenere concretamente le famiglie, evitando loro viaggi e lunghi trasferimenti. Ma anche di ridurre i costi della mobilità passiva che gravano sulle casse della Regione Siciliana.

La corsia preferenziale per le emergenze

Grazie alla convenzione esiste, inoltre, una corsia preferenziale per i casi di emergenza-urgenza più gravi. Nei quali il bambino deve essere trasferito immediatamente a Roma in elicottero. Quando il piccolo cardiopatico è stato preso in carico dal Ccpm di Taormina, infatti, risulta già inserito nel sistema del Bambin Gesù. Questo permette ai medici di non perdere tempo prezioso nella ricerca di un posto disponibile in uno degli ospedali specializzati.

La stessa rete di assistenza viene utilizzata anche per casi non strettamente cardiochirurgici. Spesso il Bambin Gesù garantisce supporto per malattie infettive, problematiche ortopediche o patologie polmonari. La questione, quindi, non riguarda soltanto il singolo intervento, ma l’intero sistema di assistenza e supporto sanitario costruito negli anni. È vero che interrompendo la convenzione si potrebbero risparmiare 8 milioni e 680mila euro in tre anni. Ma è altrettanto vero che quei costi rischiano poi di riversarsi sulla mobilità passiva e sui trasferimenti fuori regione.

L’équipe della cardiochirurgia pediatrica di Taormina rappresenta, inoltre, una risorsa preziosa per tutto il Sud Italia. Sono, infatti, gli stessi specialisti siciliani a spostarsi frequentemente in altre regioni per operare bambini direttamente negli ospedali locali. Recentemente gli interventi hanno riguardato strutture di Cosenza, Barletta e Reggio Calabria. La collaborazione con il Bambin Gesù consente oggi di affrontare casi estremamente complessi di cardiopatie congenite. E di assistere bambini che necessitano di cure intensive di altra natura.


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