Cardiochirurgia pediatrica di Taormina: il Bambin Gesù lascia e scoppia il caos

È giallo su una dichiarazione del Bambin Gesù di Roma contenuta nel documento con cui ha manifestato la volontà di chiudere il rapporto di collaborazione con l’Asp di Messina, in merito alla Cardiochirurgia Pediatrica del San Vincenzo di Taormina. «Verrà inviato un prospetto riferito alle attività svolte dall’ospedale sino al momento in cui le stesse cesseranno, contenente le relative rendicontazioni economiche, che riguardano anche le pendenze riferite al passato».

Il giallo sulle pendenze economiche

Secondo la convenzione stipulata nel 2023, la Regione Siciliana dovrebbe aver versato alla struttura sanitaria romana 8 milioni e 250 mila euro in tre anni. Ma allora di quali pendenze riferite al passato parla l’ospedale della Santa Sede? «A noi non risulta di avere alcuna pendenza economica con il Bambin Gesù. Abbiamo sempre versato tutto, comprese le premialità che riguardano la mobilità. A breve dovremo incontrarci per formalizzare il passaggio della gestione amministrativa del reparto al Policlinico di Catania. Vedremo in quell’occasione di cosa si tratta, ma in ogni caso non sarà un problema risolvere la situazione dal punto di vista economico. Al momento siamo maggiormente concentrati a salvare il reparto», dichiara a MeridioNews Giuseppe Cuccì, direttore dell’Asp di Messina.

Le tensioni e il caso Report

Probabilmente queste frizioni sono causate dalle vicende avvenute nei mesi scorsi. Il Bambin Gesù, infatti, non gradirebbe la nuova organizzazione prospettata dall’assessorato regionale alla Salute per il mantenimento del reparto. Inoltre, appare chiaro che l’ospedale romano non abbia digerito nemmeno il silenzio della Regione Siciliana di fronte al servizio mandato in onda dalla trasmissione Report, teso chiaramente a criticare la gestione delle strutture cardiochirurgiche pediatriche siciliane. Ciò alimenta il dubbio che anche il San Donato di Milano abbia lasciato l’isola perché si aspettava una difesa che non è arrivata. Il futuro della cardiochirurgia pediatrica dunque resta ancora fortemente in bilico. Si attendono a breve le risposte del Ministero della Salute.

La rabbia dei genitori del Ccpm

I genitori del Ccpm di Taormina, che nel tempo erano stati rassicurati sul mantenimento dell’assetto attuale del reparto del San Vincenzo, non hanno accolto affatto bene la notizia: «Siamo genitori di bambini cardiopatici. Genitori che conoscono la paura, le terapie intensive, le sale operatorie, le attese infinite davanti a una porta chiusa. Genitori che hanno già sofferto abbastanza. E oggi siamo arrabbiati. Profondamente arrabbiati», hanno scritto in un comunicato stampa.

«La nota inviata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù alla Regione Siciliana e all’Asp di Messina sulla possibile conclusione della collaborazione relativa al Ccpm di Taormina sta generando paura, rabbia e disperazione tra centinaia di famiglie siciliane. Per noi questa non è una pratica amministrativa, non è una questione politica: qui si parla della vita dei nostri figli – chiariscono i guerrieri del Ccpm di Taormina -. Siamo gli stessi genitori che negli anni hanno fatto presìdi davanti all’ospedale di Taormina, sotto il sole, con i propri figli malati tra le braccia, per richiamare l’attenzione delle istituzioni su un diritto sacrosanto: il diritto alla salute e il diritto a mantenere in Sicilia un centro salvavita per i bambini cardiopatici. Abbiamo lottato allora e siamo pronti a farlo ancora».

Le reazioni politiche

I guerrieri del Ccpm annunciano l’ennesima battaglia, anche se ormai sono stremati da anni di lotte, ma non intenzionati ad arrendersi. Molto critico sulla situazione che si è venuta a creare è anche Salvatore Iacolino: «In sanità nulla è semplice: ci vogliono tempo, serenità di giudizio e competenza. Rinunciare al Gruppo San Donato, che opera al Civico sino al 30.6.26, senza avere ricevuto adeguate garanzie sulla continuità assistenziale dal Bambin Gesù per Taormina (in scadenza il 31.5.26), è stato un grave errore, certamente un evitabile azzardo» scrive su Facebook l’ex dirigente dell’assessorato alla Salute regionale.

«La questione relativa al mantenimento delle cardiochirurgie pediatriche del Civico e di Taormina è strettamente collegata all’avviato (e complesso) processo di revisione della rete ospedaliera della Regione Siciliana. Non è stato semplice, in questi anni, mantenere entrambi i centri con un ordinato piano operativo di riorganizzazione. Così come sembra innaturale prescinderne contestualmente senza un’organizzazione autonoma ed efficiente, che oggi non sembra esserci né a Palermo né a Taormina».

L’attacco del M5S

«Mi dispiace dirlo, ma lo avevo detto con chiarezza in tutti i modi: il centrodestra ha distrutto l’eccellenza della cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che adesso andrà via. Fate schifo e non ci sono altri termini per definire ciò che avete fatto – ha dichiarato sempre su Facebook il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca -. Sono stato l’unico deputato a dire in maniera chiara e netta che questa sarebbe stata l’esatta e prevedibilissima conseguenza del disastroso assetto organizzativo messo a punto dal trio Schifani-Faraoni-Iacolino. I verbali delle sedute della Commissione Sanità e i miei ripetuti appelli pubblici lo dimostrano con chiarezza. Dopo aver devastato la sanità, hanno distrutto un’eccellenza di livello mondiale che andava salvaguardata a tutti i costi».


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