Dalle corsie al karate: arriva il corso di autodifesa per studenti di Medicina

C’è chi passa le giornate tra lezioni, tirocini e turni in ospedale. E poi decide di dedicare il proprio tempo libero agli altri gratuitamente. È da questa idea semplice, quasi spontanea, che nasce l’iniziativa di Samuele Lombardo e Sarah Longo, studenti di infermieristica all’Università di Messina, che hanno organizzato due giornate di autodifesa rivolte soprattutto agli studenti di medicina e delle professioni sanitarie.

Lui è all’ultimo anno, insegnante di karate e cintura nera secondo Dan. Lei frequenta il primo anno ed è un’ex agonista. Insieme hanno trasformato un’esperienza personale e sportiva in un progetto concreto di prevenzione e sicurezza. Le giornate sono state organizzate con il supporto delle associazioni universitarie Orum e Morgana, che hanno sostenuto gratuitamente l’iniziativa. «Parlando con Sarah – racconta Samuele – abbiamo pensato di creare qualcosa di maggiormente centrato sulla difesa personale, soprattutto in situazioni che possono capitare di notte, magari dopo un turno in ospedale oppure semplicemente tornando a casa la sera».

Tecniche pratiche e attenzione alla sicurezza

Un’esigenza sentita soprattutto dalle ragazze, che infatti hanno partecipato numerose. Alla seconda giornata di autodifesa gli iscritti erano circa una ventina, in prevalenza studentesse. Non un corso strutturato, almeno per ora, ma un incontro intensivo di circa due ore in cui affrontare situazioni concrete e quotidiane. Non c’è, però, alcuno spazio per la spettacolarizzazione della violenza. L’obiettivo, infatti, non è combattere, ma imparare a sottrarsi al pericolo. «Abbiamo iniziato con tecniche di base – spiega – per poi passare agli sbilanciamenti utili a creare il tempo necessario per scappare oppure agli svincoli dalle prese. Abbiamo simulato anche prese da dietro o ai capelli, perché sono situazioni che purtroppo possono verificarsi davvero».

Ma la parte più importante, insiste Samuele, resta quella legata alla prevenzione: «È necessario imparare a osservare, a leggere il contesto, a non sottovalutare i segnali. Alla base c’è la prevenzione e il guardarsi sempre attorno. Purtroppo oggi sapersi difendere è sempre più importante. La sicurezza viene prima di tutto e bisogna sapersi tutelare». Forse è proprio questo il punto che rende l’iniziativa diversa dalle tante lezioni improvvisate che spesso si vedono sui social, cioè il tentativo di costruire consapevolezza prima ancora che tecnica.


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