Capo d’Orlando, benvenuta nel basket che conta

L’ “autostrada A1” si allarga e a partire dalla prossima stagione raggiungerà anche il nuovo casello di Capo d’Orlando. Il sogno è diventato realtà per l’antica Agatirno. Questa bellissima cittadina di 12.000 abitanti che si affaccia sul Tirreno e che oggi fa leva sulle attività turistiche, possedendo un ricco patrimonio storico e avvalendosi di luoghi affascinanti e suggestivi, fa il suo ingresso, per la prima volta nella sua storia, nel basket che conta sbarazzandosi dell’ultimo e innocuo ostacolo costituito dalla Carife Ferrara.

E lo fa da cenerentola, essendo il comune più piccolo d’Europa ad entrare nell’elite del pallone a spicchi . E’ la terza siciliana, dopo Barcellona e Messina ad approdare nella massima serie di questo sport. Il prossimo anno l’Upea andrà a far visita laddove il canestro è tradizione: Bologna, Cantù, Treviso, Varese, Milano, Siena. Il presidente-tifoso Enzo Sindoni si troverà a sedere al fianco di nomi che rappresentano il meglio dell’imprenditoria italiana, da Benetton ad Armani, da Toti a Snaidero.

Quello delle 22.15 di giovedi 14 aprile è  il miracoloso  trionfo di una intera cittadina calorosamente raccolta  attorno a questa Upea, capace di andare al di là di ogni più rosea previsione. Lo scorso anno un salvataggio in extremis in serie B1, poi il ripescaggio in Legadue. Quindi un campionato strabiliante e una promozione fantastica a due gare dal termine con il miglior attacco e 25 gare vinte su 28 (le ultime 18 addirittura consecutive). Vittoria davanti niente di meno che alla regina in “purgatorio” del basket nostrano, la Virtus Bologna.
E’ il trionfo della società che dimostra come programmazione, umiltà, caparbietà e soprattutto  pochi soldi  spesi bene possono far raggiungere qualsiasi traguardo. E’ il trionfo di Giuseppe Perdichizzi, tecnico di Barcellona Pozzo di Gotto, che è stato bravo a gestire una squadra per lo più a stelle e strisce con i suoi condottieri Mc Intyre, Hoover, Oliver e Howell. E’ il trionfo di un ambiente sano sostenuto dalla gente e anche dalle autorità.

Il primo cittadino Massimo Carrero ha promesso infatti, tra gli abbracci e lo champagne del dopo gara,   l’ampliamento indispensabile della capienza del “Palafantozzi”. La casa dell’Upea conterrà, in tempo per l’esordio nella massima serie,  ben 3.500 posti. Ciò vuol dire che a godersi lo spettacolo cestistico della prossima stagione sarà quasi un terzo dei cittadini di Capo d’Orlando. Il sogno è diventato realtà. Quel sogno si chiama serie A, il suo colore è biancazzurro e sta tutto dentro un canestro.

Giuseppe Scordo


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