«È come me… lui è proprio come me. Storia pericolosa, mentalità mafiosa». Sono alcune parole della canzone Mentalità mafiosa, il brano con cui il trapper Niko Pandetta avrebbe reso omaggio a Sebastiano Miano, detto Piripicchio, ritenuto dagli investigatori uno degli uomini di punta delle nuove leve del clan mafioso dei Cappello. Un testo ascoltato oltre […]
Dal trap al clan Cappello: la canzone di Niko Pandetta dedicata a Piripicchio
«È come me… lui è proprio come me. Storia pericolosa, mentalità mafiosa». Sono alcune parole della canzone Mentalità mafiosa, il brano con cui il trapper Niko Pandetta avrebbe reso omaggio a Sebastiano Miano, detto Piripicchio, ritenuto dagli investigatori uno degli uomini di punta delle nuove leve del clan mafioso dei Cappello. Un testo ascoltato oltre tre milioni di volte che oggi torna d’attualità alla luce delle nuove contestazioni mosse dalla procura di Catania proprio a Miano. Il nome di quest’ultimo compare nella liste delle persone coinvolte nel blitz della polizia che ieri ha fatto scattare 18 misure cautelari in un’indagine che complessivamente coinvolge 36 persone.
Chi è Piripicchio: il leader con personalità «facinorosa»
Miano è accusato, nonostante sia detenuto dall’agosto 2022, di essere «capo e promotore» di un gruppo criminale, attivo nel rione Villaggio Sant’Agata, specializzata nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti. Una figura carismatica, ma anche violenta e con «personalità aggressiva e facinorosa», che avrebbe dettato le linee strategiche e cercato di mantenere gli equilibri tra le varie piazze di spaccio del capoluogo etneo. Leader fuori ma anche dentro il carcere, perché a Miano viene contestato di essersi occupato di spaccio di stupefacenti anche dietro le sbarre. Il tutto con la presunta collaborazione dell’avvocato Giancarlo Puglisi. Il legale, stando alle accuse dei magistrati, si sarebbe mosso in maniera disinvolta e spregiudicata recandosi direttamente presso le piazze di spaccio ma anche accettando la nomina a difensore di alcuni detenuti per recapitare loro la droga. La stessa che avrebbe ricevuto, insieme a dei soldi, in cambio dei propri servizi.
La sparatoria a Catania e la canzone
Per mettere insieme i pezzi di questa storia e arrivare al collegamento Miano-Pandetta, bisogna tornare indietro alle cronache del 21 aprile 2022. Data in cui all’esterno della discoteca ECS Dogana, agli archi della marina, si registrò una sparatoria con due persone ferite. Una lite finita a pistolettata tra le giovani leve del clan Mazzei e quelle del clan Miano, scoppiata per uno sgarbo fatto al trapper Pandetta, al quale venne impedito di esibirsi insieme al cantante Tony Effe. Da quei fatti, che portarono proprio all’arresto di Miano, di altre persone e poi a un processo in cui è stato imputato Pandetta, è scattata un’indagine più ampia che ha acceso i riflettori sul gruppo criminale di Piripicchio.
L’intercettazione in carcere tra Pandetta e Piripicchio
Il cantante e Miano vengono intercettati mentre sono entrambi in carcere. Da questa conversazione, stando alla ricostruzione degli investigatori, emergerebbe la dedica della canzone Mentalità mafiosa. «Auh… patto di sangue, la mala vita… è un mostro questa canzone», diceva Pandetta a Miano. Subito dopo il cantante – che non è indagato in questa vicenda – avrebbe riprodotto l’audio della canzone. «Per strada abbiamo fatto i danni – recita il testo -. Ci siamo presi gli anni, di fama e di serpenti, coltelli in mezzo ai denti. A fare affari tra attori e traditori. Io e te, tutta la gang per la città a fare gli attori e ti hanno preso, ma tu non non hai fatto nessun nome». Parole che sembrano ripercorre quanto successo ad entrambi. In un passaggio successivo Pandetta sottolinea il fatto di essere «già marchiati a fuoco! Condannati dal cognome!».
Nel testo pare venga citato anche quanto avvenuto all’esterno della discoteca dopo la lite: «per me han tirato fuori la pistola e il mitra – canta Pandetta – e io per questo… per lui farei lo stesso. Basta solo un pretesto… aspetta quando esco». La riverenza per Miano non si sarebbe limitata al settore musicale. Anche sui social diversi affiliati avrebbero osannato il loro leader con l’utilizzo di emoticon specifiche. Tra queste la bandiera del Canada riconducibile ad Alfredo Blancato, cognato di Miano ma soprattutto appellato come “Zu Canada“. E al Canada fa riferimento pure Pandetta in uno dei passaggi della canzone: «Bandiera canadese sul cappello, il cuore batte forte nel petto… pistole fanno bam quando parli di mio fratello».