La Sicilia si conferma l’Isola dell’azzardo online: «Pure quello legale serve a riciclare soldi sporchi delle mafie»

Comodamente da casa, senza rischiare nemmeno di farsi vedere dal vicino impiccione, e a qualsiasi ora del giorno e della notte. È così che i siciliani giocano d’azzardo, stando a quanto emerge dalla terza edizione del Libro nero dell’azzardo realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon. La Sicilia si conferma l’isola dell’azzardo online restando nel podio della classifica nazionale. «E questo ci preoccupa moltissimo – commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia Alfio La Rosa Dalla pandemia è diventato un trend stabile che si rafforza ogni anno. Dietro questi numeri enormi – sottolinea – c’è una importante quota di giocato dalle mafie». Sulla carta è legale e, infatti, è tracciato «ma non è altro che riciclaggio di capitali di denaro sporco proveniente da attività illecite».

L’illusione della vincita

Togliendo Isernia (in Molise) – che è il più piccolo capoluogo d’Italia, ma il primo per giocato pro capite online – la classifica nazionale delle province prosegue con tre siciliane: Siracusa, Messina e Palermo. Seguono poi altri territori del sud: Salerno, Napoli e Caserta (in Campania). Un dato che, come analizzato dai curatori del Libro nero dell’azzardo, «conferma la relazione inversa tra la situazione socioeconomica e l’incremento della raccolta dell’azzardo». Un rapporto inversamente proporzionale che dipende soprattutto «dall’idea illusoria che una vincita possa risolvere, in un colpo solo, tutti i propri problemi economici». E, invece, dai dati emerge che al crescere – significativo e costante – della raccolta, aumentano anche le perdite. Nel 2024 in Italia la raccolta dell’azzardo ha raggiunto i 157,4 miliardi. «Una cifra record incredibile – commentano gli esperti – equiparabile al 7,2 per cento del Pil e superiore di 20 miliardi in confronto alla spesa sanitaria». Rispetto all’anno precedente, la crescita è stata del 6,6 per cento; sul 2019 del 42,5 per cento. Le perdite per gli italiani sfiorano i 23 miliardi di euro e i siciliani sono in linea con la media con perdite che si attestano, nel ultimi quattro anni, tra il 5,1 e il 5,4 per cento della raccolta.

L’Isola dei record neri

Sull’Isola, nell’ultimo anno, si registra un numero significativo di conti gioco online: 2.281.578 quelli aperti, 594.078 quelli attivi e 659 sono i conti attivi ogni mille residenti adulti (18-74 anni). Conti che fanno della Sicilia nel 2024 la seconda regione (dopo solo la Campania) per euro spesi di giocato online pro capite: 3.041,95 euro (considerando la popolazione tra i 18 e i 74 anni) a fronte di una media nazionale di 2.162,35 euro. Siracusa è la seconda provincia in posizione nazionale (con 3.549,52 euro di giocato pro capite dai 18 ai 74 anni); al terzo posto della classifica nazionale c’è poi Messina (con 3.536,11 euro); e anche la quarta posizione è occupata da una provincia siciliana: Palermo (con 3.521,87 euro). Andando avanti nella classifica, all’undicesimo posto si trova Catania (con 3.108,05 euro); al 22esimo posto Trapani (con 2.744,20 euro) e due posizioni dopo Ragusa (con 2.702,86 euro). Andando avanti, c’è poi Agrigento al 28esimo posto (con 2.352,30 euro), Enna al 35esimo (con 2.428,07 euro) e Caltanissetta al 37esimo (con 2.425,15 euro).

Piccoli centri, grande azzardo

Nei piccoli paesi siciliani si gioca d’azzardo più che nelle città dell’Isola. Questo dato, emerso dalla scorsa edizione del Libro nero, viene confermato anche quest’anno. Molti di questi comuni sono tra i primi cento a livello nazionale: al quarto posto c’è Patti (in provincia di Messina) con 6.452,95 euro pro capite e due posizioni dopo si trova Acate (in provincia di Ragusa) con 5.671,30 euro pro capite. Sempre nella parte alta della classifica si trovano poi anche l’isola di Lipari (nel Messinese) con 4.874,86 euro pro capite (14esimo posto); Ficarazzi (Palermo) con 4.689,13 euro (20esimo posto); Floridia (Siracusa) con 4.575,35 euro (24esimo posto nazionale); Corleone (Palermo) con 4.548,57 euro (25esimo posto); Priolo Gargallo (Siracusa) con 4.457,87 euro (29esima posizione); Partinico (Palermo) con 4.300,76 euro (34esimo posto); Scordia (Catania) con 4.194,88 euro (37esimo); Taormina (Messina) con 4.107,14 euro pro capite (40esimo); Avola (Siracusa) con 4.068,89 euro (43esimo) e Termini Imerese (Palermo) con 4.057,71 euro (44esimo). Tra i capoluoghi di provincia, invece, Catania ha il record tra le prime dieci città italiane per giocato pro capite complessivo (sia fisico che online) con 4.803 euro, con due terzi della raccolta proveniente dall’online. Anche Palermo registra un elevato giocato pro capite complessivo con 4.548 euro.

Dati censurati

A livello nazionale, la raccolta del gioco fisico nel 2024 è stimata in 65,3 miliardi di euro, mentre per la Sicilia e le sue province non sono disponibili dati disaggregati specifici per la raccolta del gioco fisico. «Agli ostacoli causati da norme sbagliate, che vietano la diffusione dei dati territoriali della parte maggiore del gioco fisico, si è aggiunto il comportamento a dir poco omissivo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli – lamentano gli esperti che si occupano del Libro nero dell’azzardo – che ha progressivamente ampliato le aree di censura, estese quest’anno ai dati dell’online dei piccoli centri e ad alcuni giochi fisici, non compresi nel divieto. Gli ostacoli – concludono – dimostrano come, evidentemente, i precedenti report abbiano colpito nel segno e siano risultati scomodi nel denunciare realtà opache, su cui è necessario fare chiarezza».


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