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Frana Letojanni, i lavori sulla A18 potrebbero rallentare
«Avviata revoca del contratto dopo arresto di imprenditori»

Da Palermo arriva la conferma a MeridioNews dell'iter che interessa la ditta Sgromo Costruzioni. Il titolare è finito in carcere con l'accusa di avere favorito una cosca 'ndranghetista. Dopo la messa in sicurezza del costone, sono in corso di realizzazione due gallerie

Simone Olivelli

«Se tutto procederà senza intoppi, la prima galleria potrebbe essere aperta entro febbraio, mentre per quella a valle bisognerà attendere la tarda primavera». La previsione riguarda il completamento dei lavori sulla A18 all'altezza di Letojanni, nel punto in cui, sei anni fa, avvenne la grossa frana che ha spaccato in due l'autostrada che collega Messina a Catania. A parlare a MeridioNews è Gioacchino Marino, ingegnere della Protezione civile e direttore dei lavori del maxi-intervento di messa in sicurezza finanziato dalla Regione Siciliana nell'arteria gestita da Autostrade Siciliane, l'ex Cas.

«Abbiamo completato l'intervento di consolidamento del costone franato utilizzando strutture denominate erdox - spiega Marino - Le ditte hanno iniziato a porre i conci nella galleria a monte e, una volta ultimata questa operazione, si lavorerà all'interno. Successivamente, si potrà pensare di far transitare le autovetture dalla galleria e spostare i lavori a valle dove sorgerà la seconda». Se nella zona della frana, la messa in sicurezza ha sortito l'effetto sperato, negli ultimi mesi qualche problema lo si è avuto nelle aree adiacenti. «In alcuni punti laterali ci sono stati distaccamenti di materiale roccioso, ma sono zone in cui già in precedenza erano state installate delle reti paramassi che hanno retto - continua il direttore dei lavori - La sicurezza non è a rischio, ma in alcuni punti abbiamo aggiunto qualche tirante».

Ciò che invece potrebbe mettere in discussione la prosecuzione del cantiere è una vicenda giudiziaria: il titolare di una delle due imprese che nel 2019 si sono aggiudicate l'appalto, la calabrese Sgromo Costruzioni, a inizio novembre è finito coinvolto nell'inchiesta Brooklyn della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Sebastiano Sgromo è stato arrestato insieme al fratello Eugenio, anche lui imprenditore, per una serie di accuse che vanno dal trasferimento fraudolento di valori all'autoriciclaggio, dalla corruzione in atti giudiziari alla frode nelle pubbliche forniture. Per gli inquirenti, i due avrebbero commesso i reati nell'interesse della cosca 'ndranghetista dei Giampà anche se, nel corso del Riesame, il tribunale ha escluso l'aggravante. Gli Sgromo già in passato erano stati accostati alla criminalità organizzata, nel 2017 proprio la Sgromo Costruzioni fu raggiunta da un'interdittiva antimafia.

Un capitolo dell'inchiesta Brooklyn riguarda il rapporto che ci sarebbe stato tra uno dei fratelli e un finanziere, anche lui arrestato. Il militare, nel proprio ruolo di ufficiale di polizia giudiziaria, avrebbe contribuito ad alleggerire la posizione degli Sgromo in un procedimento in cui gli imprenditori erano indagati per associazione mafiosa. Secondo la procura, grazie al contributo del finanziere i due fratelli ebbero la possibilità di chiudere la partita con una condanna per favoreggiamento aggravato, un reato meno grave. Adesso la nuova indagine potrebbe avere risvolti anche nel rapporto con la Regione Siciliana. «Come previsto dalla normativa, abbiamo avviato la procedura di revoca del contratto», è il commento che arriva dagli uffici del Commissario per il contrasto del rischio idrogeologico. Stando a quanto appreso da MeridioNews, all'origine dell'iter c'è il fatto che sono venuti meno i requisiti previsti dall'articolo 80 del codice degli appalti che tratta i motivi di esclusione dagli appalti pubblici. Nel caso del cantiere sull'autostrada Messina-Catania, la comunicazione sarà recapitata anche alla Cospin, ditta catanese che si è aggiudicata insieme a Sgromo Costruzioni i lavori seguiti alla frana. 

L'intenzione della struttura commissariale sarebbe quella di capire se la ditta siciliana possa da sola portare avanti i lavori. Un fatto questo che, stando a quanto trapela dagli uffici palermitani, tecnicamente si basa sul possesso della categoria Og4, quella che consente la realizzazione delle gallerie. Nel caso non ci fossero le condizioni per la prosecuzione, l'appalto andrebbe alla Amec, società riconducibile agli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice che arrivò seconda in graduatoria. Naturale chiedersi se ciò potrà portare a un rallentamento del cantiere. «Il nostro ufficio legale sta effettuando tutte le verifiche del caso con l'obiettivo di seguire le procedure di legge e garantire che i lavori vadano avanti», dichiara a MeridioNews il Rup Alberto Vecchio.

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