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Catenanuova, un dipendente comunale gambizzato
Arrestato imprenditore, accusato di tentato omicidio

Dopo due giorni di ricerche si è costituito il 51enne Gaetano Di Marco. È stato lui a sparare a Giuseppe Maucieri martedì mattina fuggendo poi a bordo di un furgone bianco

Salvo Catalano

Foto di: Dario De Luca

Foto di: Dario De Luca

Gaetano Di Marco, 51 anni, è stato sottoposto a fermo con l'accusa di aver tentato di uccidere martedì mattina a Catenanuova Giuseppe Maucieri, 50enne dipendente comunale. I fatti si sono svolti in strada, alle 6.30 del mattino, quando Di Marco ha sparato quattro colpi di arma da fuoco contro il rivale, colpendolo due volte alle gambe. Maucieri è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Caltanissetta, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento per l’estrazione di un’ogiva rimasta conficcata in una coscia. Al culmine di due giorni di ricerche, ieri pomeriggio, Di Marco si è costituito ai carabinieri. 

Secondo le prime ricostruzioni alla base del tentato omicidio ci sono dei dissidi maturati in ambito professionale lavorativo. Nessuno dei due soggetti ha legami con la criminalità. Di Marco, che ha una piccola impresa edile, non ha precedenti. 

A dare l'allarme martedì mattina sono stati alcuni cittadini presenti sul posto. I militari della Compagnia di Enna, nel corso del sopralluogo sulla scena del crimine, hanno repertato quattro bossoli e due ogive. Le ricerche si sono subito indirizzate verso un furgone bianco, utilizzato da Di Marco per darsi alla fuga. L’unica telecamera che aveva immortalato un fotogramma utile alle ricerche riproduceva un’immagine che vedeva il mezzo allontanarsi in direzione sud.

Le attività di ricerca si sono estese su tutto il territorio di Catenanuova e dei centri vicini, in zone urbane e rurali, anche con il supporto di un elicottero decollato da Catania, ma del furgone con a bordo il fuggitivo non è stata trovata traccia. Fino a quando ieri sera l'indagato, accompagnato dal suo legale di fiducia, si è consegnato nelle mani dei militari di Enna che lo hanno sottoposto alla misura precautelare del fermo di polizia giudiziaria  accompagnandolo, sulla base di quanto disposto dal pm di turno, nel carcere di Enna. I bossoli e le ogive sequestrate saranno inviati al RIS di Catania per gli accertamenti balistici del caso. Di Marco avrà modo di spiegare le sue ragioni nell'interrogatorio di garanzia. 

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