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Strage Pizzolungo, l'auto di  Carlo Palermo tra i rifiuti
Ex magistrato: «Offesa per le vittime di Cosa nostra»

Da oltre vent'anni il mezzo si trova nell'autoparco comunale. Oramai giace in un angolo, come una ferraglia qualunque. La vettura nel 1985 fu oggetto di un attentato mafioso, in cui persero la vita Barbara Rizzo e i figli Giuseppe e Salvatore Asta

Pamela Giacomarro

Dal parcheggio del tribunale all’autoparco comunale di Trapani, abbandonata in un angolo in mezzo ad un cumulo di rifiuti. Quella verso l'oblio è  l’ultima strada percorsa dalla Fiat 132 del giudice Carlo Palermo. Poco rimane della vettura sulla quale l’ex magistrato viaggiava il 2 aprile del 1985, quando il suo destino si è incrociato con quello di Barbara Rizzo e i suoi gemellini Giuseppe e Salvatore Asta, vittime dell’attentato mafioso di Pizzolungo. Il tritolo uccise la giovane mamma e i suoi due bimbi, che si trovavano nell'auto che fece scudo a quella blindata dove viaggiava l’ex magistrato che si salvò miracolosamente. 

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