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Sindaco di Lampedusa smentisce il ministro Salvini
«Qui il porto resta aperto e gli sbarchi continuano»

Il primo cittadino delle Pelagie, Totò Martello, interviene sui temi dell'immigrazione tanto cari al vicepremier leghista. «Per lui la nostra Isola, a quanto pare, non fa parte dell'Italia. La realtà è diversa da quella che descrive», dice a MeridioNews

Marta Silvestre

«Le cose che Matteo Salvini dice sulle questioni dell'immigrazione sono valide per tutte le parti del Paese tranne per Lampedusa che, a quanto pare, non fa parte dell'Italia». Il sindaco delle Pelagie, Totò Martello, non resta in silenzio di fronte ai dati e alle affermazioni del ministro dell'Interno in tema di sbarchi di migranti nei porti italiani. «La realtà è diversa da quella descritta dal vicepremier: lui dice che i porti sono chiusi, ma qui è aperto; dice che ci sono meno sbarchi e che i migranti vengono rimpatriati ma non è così». Del resto, sull'isola, Salvini non è mai andato, sottolinea Martello: «Gli ho scritto una lettera in cui gli chiedevo di incontrarlo ma non ha mai risposto e non è mai venuto». 

Nel 2018 a Lampedusa il numero complessivo degli sbarchi «è stato superiore rispetto all'anno precedente, anche se a bordo delle imbarcazioni sono arrivate meno persone - circa 3400 - che nel 2017. Per quanto riguarda i primi giorni del nuovo anno - aggiunge Martello - qui ci sono già stati due sbarchi, uno con un natante accompagnato dalla capitanerie di porto e l'altro che, invece, ha toccato le coste da solo». A bordo di una barca 68 persone, 13 in un'altra. «Più di ottanta persone arrivate pochi giorni fa che, adesso, stiamo ospitando nell'unica parte agibile del centro di accoglienza a seguito dei danni dovuti a vari incendi. La struttura, in pratica - afferma il primo cittadino - al momento è piena». Gli ultimi migranti sbarcati a Lampedusa sono i tre superstiti del naufragio a largo delle coste libiche durante il quale sono rimaste vittime oltre cento persone

Il ministro dell’Interno, ospite nel programma televisivo Porta a Porta lo scorso 10 gennaio, ha portato con sé tre cartelli che ha tenuto in bella mostra per illustrare i risultati del suo lavoro di questi mesi sul tema dell'immigrazione. Fogli bianchi con poche scritte: un titolo evidenziato con il colore blu e il confronto dei numeri tra il 2017 e il 2018. «Accoglienza», «Sbarchi», «Morti in mare». In quest'ultimo foglietto le persone decedute sarebbero 210 nel 2017 e 23 nell'anno successivo. Dati che non rispondono a quelli forniti però dall'Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) che, in un documento pubblicato a metà dello scorso dicembre, parla invece di 254 morti e 1.057 dispersi accertati nella sola area centrale del mar Mediterraneo. I dati forniti da Salvini con il cartello «Sbarchi» - 119.369 nel 2017 e 23.370 nel 2018 - che corrispondono a quelli ufficiali del dipartimento della Pubblica sicurezza, mostrano una diminuzione del fenomeno nella penisola «di cui però Lampedusa fa eccezione», conclude il sindaco Martello.  

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