Armi chimiche in Calabria, intervengono i vescovi

di Gabriele Bonafede

Non mollano i Sindaci dell’area di Gioia Tauro: nel pomeriggio di oggi si riuniranno i 33 Comuni interessati che rappresentano una popolazione di circa 170.000 abitanti preoccupati di possibili incidenti nella delicata operazione di trasbordo delle tonnellate di gas venefici nel porto di Gioia Tauro.

Porto Gioia Tauro con San Ferdinando sul fondo, vicino alle banchine.

La protesta, che vede in prima linea Domenico Madafferi, Sindaco di San Ferdinando (il cui abitato è immediatamente adiacente alle banchine, nella foto), raccoglie la mobilitazione di associazioni e arghi strati della popolazione locale.

Da alcune ore si registra anche la preoccupazione e l’attenzione dei vescovi calabresi. Alcuni quotidiani, tra cui Il Mondo, La Stampa e Strettoweb, pubblicano le loro dichiarazioni che riportiamo di seguito.

I vescovi calabresi: ”Osservano con preoccupazione la vicenda della nave che attraccherà nel porto di Gioia Tauro e che trasporta le armi chimiche della Siria. Se è vero che tale operazione può essere letta in una prospettiva di rilancio del porto calabrese (per come evidenziato da alcune sigle sindacali) è altrettanto vero che solo ora il Governo italiano si è accorto della necessità di valorizzare tale presidio.”

 

Cec, Vescovi della Calabria nel 2012. Foto tratta da www.ilsileno.it

”Denunciano – nella nota congiunta della Conferenza episcopale della Calabria – l’assoluta mancanza di comunicazione delle operazioni alle autorità locali preposte alla sicurezza e chiamate a rappresentare la popolazione, auspicando che tali delicatissime procedure siano fatte nella più assoluta sicurezza al fine di garantire l’incolumità dei cittadini e del territorio. Si auspica, inoltre, che da tale vicenda si guardi al futuro di questo porto, volano per l’economia del Sud, con una attenzione diversa. Cogliendo le sue opportunità si valorizzino i suoi punti di forza rifuggendo luoghi comuni e stereotipi che, purtroppo, da tanti, troppi anni, accompagnano questa infrastruttura strategica per il domani di questa terra.”

 ”E’ giunto il momento – concludono i vescovi – di riservare alla Calabria quella attenzione non più procrastinabile per i suoi annosi problemi. I calabresi non possono più sopportare che la gestione del quotidiano sia sempre e solo emergenziale. I Vescovi calabresi, in ogni caso, si riservano di approfondire la riflessione sulla vicenda nella prossima Conferenza Episcopale che si svolgerà nei primi giorni del mese di febbraio”.


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