Aquarius, Cassazione annulla dissequestro a Gianino Riesame dovrà tornare sull’ipotesi traffico di rifiuti

Si riapre la partita sul presunto traffico di rifiuti a bordo delle navi Aquarius e Vos Prudence dell’ong Sos Mediterranée, che avrebbe coinvolto da una parte il personale di Msf e dall’altra l’agente marittimo Francesco Gianino. La decisione è arrivata pochi minuti fa dalla Cassazione che, accogliendo il ricorso della procura di Catania, ha annullato rinviando nuovamente al Riesame l’ordinanza con cui quest’ultimo tribunale, a metà gennaio, aveva annullato il sequestro di beni – circa duecentomila euro – a Gianino. In quell’occasione era stato specificato che le attività finite al centro dell’inchiesta Borderless andavano interpretate come episodi di smaltimento illecito di rifiuti, ma senza a monte un’organizzazione strutturata e dedita al traffico.

Per capirne di più bisognerà adesso attendere la deposizione delle motivazioni da parte dei giudici ermellini, che ieri hanno ascoltato le due parti nel corso di un’udienza durata poco meno di un’ora. Il nuovo pronunciamento del Riesame molto probabilmente allungherà i tempi per la richiesta di rinvio a giudizio che quasi certamente sarà formulata dai magistrati Alfio Fragalà e Andrea Bonomo. L’indagine, infatti, è stata chiusa a novembre. Alla sbarra potrebbero andare in 12 oltre ai centri operativi di Medici senza frontiere di Olanda e Belgio.

L’inchiesta Borderless è finita al centro dell’attenzione per il coinvolgimento diretto di una delle ong più impegnate nei salvataggi di migranti nel Mediterraneo. Ad avere un ruolo nella gestione dei rifiuti prodotti a bordo della nave sarebbero state, oltre all’agenzia marittima Msa di Gianino, anche alcune sub-agenzie operanti in diversi porti della Sicilia e non solo. In mano agli inquirenti ci sono numerose intercettazioni da cui emergerebbe un meccanismo per risparmiare sui costi di conferimento, basato su una classificazione errata dei rifiuti: non pericolosi e potenzialmente infettivi, ma semplicemente speciali.

Stando ai calcoli della guardia di finanza, la gestione illecita avrebbe fruttato un risparmio di oltre 400mila euro, grazie anche all’applicazione di una particolare tariffa per il cosiddetto special garbage e consistente in otto euro al sacco, senza ulteriori specificazioni sul contenuto. In sede di ricorso, la difesa di Gianino aveva sottolineato come i calcoli fatti per conteggiare il presunto risparmio fossero stati errati. Tesi che era stata condivisa dal Riesame, ma su cui adesso bisognerà tornare a pronunciarsi.

A inizio febbraio MeridioNews ha rivelato l’origine dell’inchiesta. In principio, infatti, la procura di Catania aveva ipotizzato che a bordo delle navi gestite da Sos Mediterranée – rimasta sempre fuori dall’inchiesta – potessero viaggiare non solo migranti, ma anche merce di contrabbando. Dagli alimenti agli alcolici, fino al gasolio e a piccoli elettrodomestici. Il sospetto era nato da una conversazione in cui veniva citato il maltese Paul Attard, ritenuto dagli investigatori coinvolto in affari illeciti e attualmente coinvolto nel processo scaturito da un maxi-sequestro di hashish nel Mediterraneo. Tuttavia, dagli approfondimenti investigativi non sono emersi ulteriori elementi a sostegno di tale ipotesi, con la procura che si è concentrata sulla gestione dei rifiuti legati alle attività di salvataggio in mare.


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