Amia: ricatti e misfatti

UNA CITTA’ SOTTO SCHIAFFO CHE QUALCUNO NON VUOL FAR RINASCERE

 

di Aldo Penna

Stamattina nella sede dell’Amia (la Rap nascerà quando le sue maestranze inizieranno a comportarsi in maniera nuova e diversa) è in corso un incontro tra amministratori e sindacati. All’ordine del giorno la richiesta di aumenti economici, le turnazioni e altre vicende aziendali. E siccome sembra che per strappare promesse occorre mostrare che si è indispensabili, da una settimana la raccolta dei rifiuti non si fa o si fa a singhiozzo.
Nessuno sciopero dichiarato e nessun annuncio. Semplicemente con mille pretesti gli auto compattatori non escono e l’immondizia si accumula fino a invadere il piano stradale

Una pratica sciagurata che ha sempre funzionato. Con la città sommersa dai rifiuti c’è poco da discutere e con scadenza semestrale sono anni che ci si comporta in questo modo.
Resisteranno i nuovi amministratori a queste forme di pressione? Riusciranno a tenere la barra dritta e assicurare i servizi e l’economicità della gestione?
La Tares incombe e i cittadini che lunedì dovranno pagare, si tapperanno il naso per la puzza e la bocca per non inveire.

 

E non si potrà utilizzare neanche la precettazione. Formalmente i lavoratori si presentano all’orario prestabilito, ma una lampadina guasta, una gomma sgonfia e altre decine di piccole cause provocano il dimezzamento dei mezzi idonei alla raccolta.

Ci sarà posto nella nuova azienda, che con l’acquisto dei beni strumentali dell’Amia entrerà a regime nelle prossime settimane, per pratiche di questo genere?

Nel 1993 Orlando parlava di liberare la città dalla mafia e la criminalità dopo venti anni e in difesa anche se non battuta. Oggi la scommessa per Orlando è rendere la città pulita e normale, un fatto elementare gravido di tante conseguenze positive. Un segno di profonda discontinuità con un lungo passato che può mutare e innescare una rinascita da troppo tempo attesa.


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