Lezioni di follia durante una corsa nel bosco Se la scuola del futuro fosse all’aria aperta

E’ capitato l’altro giorno, in un primo mattino di vento. Sono andato a correre tra le pieghe di un braccio della montagna, per difesa dalla pioggia che sarebbe arrivata. In questo braccio, c’è il bosco di castagni più esteso dell’Etna, tanto che a correrci dentro sembra una foresta. Ho iniziato a muovermi sul bianco della grandine e il marrone lucido delle foglie, ed è capitato che mentre correvo nella luce tesa di questo bosco magnifico, il rumore del vento è cambiato. Il soffio d’aria gigante sulle infinite chiome in alto era diventato un suono, che si alzava o si abbassava di tono col mio movimento. E con la direzione del mio movimento, l’intensità del tono si modificava.

In sostanza, era musica quella che stavo ascoltando. L’essenza della musica, il suo spirito, forse. L’armonia della natura, certamente. Io c’ero e non volevo essere da nessuna altra parte. I famosi qui e adesso, nessuna perfezione ma la massima esattezza possibile. L’idea di trovarmi dentro il pianoforte del bosco, mi fece correre con energia inattesa e con quella voglia di massimo dei ragazzini.

E’ capitato che ho voluto pensare a mia figlia, in quel preciso momento in classe in compagnia di altri ventiquattro ragazzini, con sei ore di lezione davanti. E mentre continuavo a correre dentro la musica, ho fantasticato su una piccola variante di follia in un programma scolastico del futuro. Prima ora, lezione di armonia nel bosco. Compito a casa: ricerca della propria armonia. Interrogazioni peripatetiche all’aria aperta dentro la musica della natura, in un giorno di armonia di classe raggiunta. Poi mi sono guardato intorno ed ero nella massima solitudine. Roba proprio da folli!

Leggi il post dal blog Naturamente

 

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