Processo Eligia Ardita, la requisitoria della procuratrice «Toni molto duri» per chiedere conferma dell’ergastolo

È arrivata dalla procuratrice generale della corte d’Assise d’Appello di Catania
Concetta Maria Ledda la richiesta di conferma della pena all’ergastolo per Christian Leonardi. La condanna per l’ex guardia giurata era arrivata nel dicembre del 2018 dalla corte d’Assise di Siracusa alla fine del processo per omicidio volontario della moglie Eligia Ardita e per il procurato aborto di Giulia, la bambina di otto mesi che l’infermiera siracusana 35enne portava in grembo fino alla notte del 19 gennaio 2015, quando è morta all’interno della sua abitazione in via Calatabiano, nel quartiere Santa Panagia del capoluogo aretuseo. 

È stata una
requisitoria dai «toni molto duri» quella con cui oggi la procuratrice Ledda ha sottolineato la bontà della sentenza di primo grado e ha chiesto la conferma dell’ergastolo per l’ex guardia giurata. Lo scorso dicembre, la corte d’Assise di Appello aveva già rigettato le richieste avanzate dagli avvocati difensori di Leonardi che riguardavano una perizia ginecologica e la riapertura del dibattimento. L’uomo si è sempre proclamato innocente e ha chiesto l’assoluzione sostenendo che la moglie sarebbe morta per cause naturali. La prossima udienza del processo è stata fissata il 29 aprile con le discussioni delle parti civili, escluso il legale della famiglia Francesco Villardita che discuterà l’11 maggio. 

La confessione poi ritrattata, i rilievi dei carabinieri del Ris di Messina nella scena del crimine e gli esisti dell’autopsia sono stati i tre elementi principali – concordanti tra loro – delle motivazioni della sentenza di condanna all’ergastolo. Inizialmente, invece, la vicenda era saltata alla cronaca come un caso di malasanità e i magistrati avevano ipotizzato i reati di procurato aborto e lesioni colpose per il ginecologo che aveva avuto in cura la donna e per i tre operatori del 118 intervenuti per soccorrerla. 

È poi l’esito dell’esame autoptico a rivelare un elemento mai emerso prima: Eligia aveva delle lesioni alla testa. La notte del 29 settembre del 2015 è Pierpaolo Leonardi ad accogliere la confessione del fratello che poi ritratta con una memoria di dieci pagine in cui accusa il familiare e il legale di allora di averlo indotto a confessare. L’elemento determinante per smentire la tesi dell’incidente sono le tracce biologiche che lasciano ipotizzare una colluttazione e i segni di trascinamentoLeonardi viene arrestato otto mesi dopo il delitto, in seguito al sopralluogo dei carabinieri del Ris di Messina che, muniti di reagenti chimici, luminol e altri strumenti, analizzano l’appartamento in cui viveva la coppia


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