Genio civile e Urega, le nuove nomine della Regione Incarichi pure per i vertici dimissionari dopo alluvioni

Cambiano i vertici degli uffici del Genio civile e degli uffici regionali per l’espletamento delle gare d’appalto (gli Urega). Il dirigente generale del Dipartimento tecnico della Regione, Salvatore Lizzio, d’accordo con l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, ha firmato le nuove nomine. 

Per quanto riguarda gli uffici del Genio Civile, ad Agrigento arriva l’architetto Calogero La Mendola, mentre Duilio Alongi – citato in una registrazione su una presunta gara truccata – lascia Agrigento e viene spostato a Caltanissetta. A Catania nominato Natale Zuccarello (coinvolto nell’operazione Piramidi, accusato di essere finito nella rete di Antonino Paratore, quest’ultimo imprenditore ritenuto affiliato dei Santapaola). A Enna va l’ingegnere Giuseppe Margiotta, a Palermo Alberto Tinnirello, già responsabile del servizio autorizzazioni all’assessorato Energia. A capo del Genio civile di Ragusa arriva il dirigente Ignazio Pagano, a Siracusa l’ingegnere Paolo Burgo, a Trapani Giancarlo Teresi, a Messina resta l’ingegnere Antonino Platania, che era in carica dallo scorso luglio.

Agli Urega, gli Uffici Regionali per l’espletamento delle gare di appalto: a Catania viene nominato Gabriele Ragusa, che si era dimesso dalla guida del Genio civile etneo dopo l’alluvione di ottobre. In quell’occasione fu il presidente Nello Musumeci ad avviare un’indagine interna per accertare omissioni dei vertici di quell’Ufficio negli interventi di somma urgenza sui fiumi della provincia etnea. All’Urega di Trapani arriva Accursio Arculeo. Confermati a Messina Giovanni Franció, a Caltanissetta ed Enna Domenico Bonelli, a Siracusa e Ragusa Maurizio Vaccaro, ad Agrigento Silvio Cuffaro (fratello dell’ex governatore Totò), a Palermo Salvatore Pirrone, già direttore generale del Consorzio autostrade siciliano (in quel ruolo è indagato per la frana di Letojanni sulla A18).  

Nei servizi centrali, all’area 1 l’architetto Giovanni Cucchiara; all’area 3 l’ingegnere Francesco Vallone; all’area 5 l’ingegnere Manlio Munafó (pure lui dimessosi da capo del Genio civile di Palermo dopo le alluvioni autunnali che colpirono il versante orientale dell’isola e l’indagine interna voluta da Musumeci; nelle lettere di dimissioni Munafò parla comunque di motivazioni personali alla base del passo indietro); all’area 6 l’ingegnere Francesco Puglisi; all’area 7 Assuntina Bulone.  Al servizio 1 Egidio Marchese, al servizio 2 Giovanni Rotondo, al servizio 3 Cettina Bonomo, al servizio 4 Domenico Armenio, al servizio 5 Calogero Beringhieli (suo malgrado negli ultimi giorni finito al centro di un’indagine della Procura di Palermo secondo cui Beringheri, non indagato ma vittima, avrebbe subito il trasferimento dallo Iacp di Palermo, a causa delle pressioni del deputato di Forza Italia Milazzo sull’assessore Falcone). 


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