«Macari i picciriddi», uno spazio per i più piccoli anche a Librino

Macari i picciriddi. Si chiama così il progetto di ampliamento dello spazio gioco aperto all’interno del centro Talità Kum di Librino, che quest’anno accoglie 30 bambini dai 2 ai 5 anni. Facile capire perché. Macari i picciriddi – anche i più piccoli – hanno diritto ad avere spazio e attenzioni, soprattutto in un quartiere problematico, caratterizzato da una forte disgregazione sociale e dalla carenza di servizi. «Un luogo aperto anche alle famiglie, dove i bambini imparano, giocando, un modo di vivere lontano dalla violenza e dalla devianza». Lo definisce in questo modo Alberto Barenghi, responsabile progetti Italia della Fondazione Aiutare i bambini Onlus, che insieme a Fondazione Con il Sud ha reso possibile la realizzazione e la crescita dello spazio gioco.

Il progetto – presentato dall’associazione Famiglie – Il Sentiero Onlus, braccio operativo della Caritas Diocesana di Catania – si inserisce all’interno della campagna Un asilo nido per ogni bambino, attraverso cui Aiutare i bambini ha finora avviato e sostenuto 41 asili nido in tutta Italia. Tra questi, altri due si trovano nella provincia etnea: uno a San Giovanni Galermo e l’altro a Giarre.

«Quest’anno per scegliere i progetti da finanziare sono stati indetti due bandi. Sono stati selezionati 17 progetti, tra cui Macari i picciriddi», spiega Barenghi. Idee realizzate a livello locale da organizzazioni locali, di cui la Fondazione copre parte dei costi di gestione con un finanziamento a fondo perduto.

Nel caso di Librino, lo spazio gioco esisteva già, ma aveva bisogno di essere potenziato per rispondere alle esigenze dei bimbi del quartiere. Al primo progetto, finanziato nel 2010, ha contribuito anche una parte di imprenditoria sana della città. Come Angelo Toscano, della ditta di sanitari Toscano s.p.a. di Catania, che ha fornito al centro i servizi igienici per i piccoli ospiti.

Con il nuovo finanziamento da 30mila euro, sarà possibile coprire i costi di un anno di attività di cinque educatrici: lo scopo è di accogliere 30 bambini, dieci in più dello scorso anno. Questo è il terzo progetto finanziato dalla Fondazione all’interno del centro Talità Kum – il primo nel 2009 era servito alla creazione della libreria multimediale – per un contributo totale di circa 65 mila euro in tre anni.

«L’associazione Famiglie – Il sentiero è un partner molto capace – dichiara Barenghi – Un ente valido dal punto di vista pedagogico, che ha dimostrato di saper realizzare dei progetti che coinvolgono il territorio e le famiglie. Un aspetto per noi molto importante e fondamentale nel contesto di Librino, considerata la situazione di disgregazione sociale che vive il quartiere».

«Il coinvolgimento delle famiglie è reso possibile anche attraverso il volontariato, di cui lo spazio gioco ha bisogno per andare avanti», dice Giuliana Gianino, responsabile del progetto e del centro Talità Kum, spiegando che chi è interessato può partecipare come volontario, sia in orari mattutini o pomeridiani, una volta a settimana. Si può contribuire anche con le Adozioni a vicinanza, «che consistono in una offerta mensile con cui accompagnare nella sua crescita un bambino con difficoltà economiche e familiari o sostenere un progetto a favore di più bambini».

L’aiuto dei volontari contribuisce anche a ridurre i costi per le famiglie. «Il nostro principale obiettivo è consentire l’accesso a questi spazi anche a bambini le cui famiglie non hanno la possibilità di pagare una normale retta – aggiunge Alex Gusella, responsabile comunicazione della Fondazione Aiutare i bambini – Per questo molti dei progetti che sosteniamo sono in contesti di periferie urbane dove c’è una buona quota di utenza svantaggiata oppure dove c’è scarsità di servizi alla prima infanzia». E Librino si inserisce perfettamente in entrambi gli scenari.


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