Lopez mette da parte i sentimenti «Scusa Cagliari ma devo batterti»

Non è l’ultima spiaggia perché la matematica lascerebbe in ogni caso qualche spiraglio ma, per il Palermo, la gara interna con il Cagliari valida per la trentesima giornata e in programma domani alle 15 è comunque una partita fondamentale. I rosanero hanno in pratica un solo risultato a disposizione: se vogliono accorciare il gap dal quartultimo posto occupato dall’Empoli e tenere vive le speranze di salvezza devono assolutamente vincere. Devono invertire il trend al Barbera (dove la squadra finora ha ottenuto solo cinque punti in 14 partite) e dare contestualmente un segnale di vita dopo tre sconfitte di fila e uno score di un punto negli ultimi sei turni di campionato. Conquistare l’intera posta in palio è una necessità. Lo dice la «logica» ma lo ha detto apertamente anche il presidente Baccaglini attraverso il video-messaggio diffuso sui social del club di viale del Fante giovedì in occasione del test a porte aperte disputato dalla prima squadra allo stadio contro la formazione Under 17. Amichevole alla quale hanno assistito circa 3 mila spettatori.

Il trentatreenne trader italiano-americano, che confida domani in un Barbera pieno anche in virtù della politica dei prezzi ridotti (Curve a 7 euro e sconti riservati agli under 18, alle donne e agli over 65) lanciata dalla società all’inizio della settimana, dopo i ko consecutivi contro Roma e Udinese vuole assaporare il gusto della prima affermazione da presidente rosanero. Il successore di Zamparini vuole vedere un Palermo carico e determinato. Una squadra rigenerata dalla pausa per le Nazionali e che dimostri più fame rispetto all’avversario in un match potenzialmente decisivo. Una sfida dal sapore speciale per il ds Salerno (ex dirigente rossoblù) e soprattutto per Diego Lopez. L’allenatore del Palermo è un professionista e, giocoforza, dovrà mettere da parte i sentimenti ma, a titolo personale, la gara con il Cagliari non è e non sarà mai una partita come le altre.

L’esperienza con il club sardo, che l’uruguaiano ha vissuto sia da giocatore (per 12 stagioni consecutive dal 1998 al 2010) sia da allenatore (prima nel settore giovanile e poi sulla panchina della prima squadra) resterà per sempre la tappa più importante ed intensa del suo percorso professionale. «Non ho tempo per pensare alle sensazioni che proverò affrontando il Cagliari – ha ammesso Lopez – magari ci penserò dopo la partita ma non c’è spazio per i sentimenti. Penso solo alla partita e voglio vincere con il Palermo. Ultima chiamata? Non credo perché ci sono ancora diverse partite ma certamente è una gara fondamentale. Una partita chiave da affrontare nel migliore dei modi. La classica partita – ha aggiunto – in cui servono più uomini veri che giocatori. I giocatori tristi o con un atteggiamento molle domani non scenderanno in campo». I rosanero affronteranno un Cagliari che naviga in acque tranquille: «I rossoblù meritano la classifica che hanno. Ci aspetta un match complicato ma noi dovremo lottare con tutte le nostre armi per ottenere i tre punti».

L’undici titolare è ancora un cantiere aperto nel senso che in questi giorni il tecnico ha approfondito lo studio della gara provando diverse soluzioni tattiche. Difesa a quattro o a tre? In base alle indicazioni provenienti dal campo, la linea difensiva a tre sembra una variante del modulo base, il 4-2-3-1. Sull’out destro torna Rispoli che ha recuperato dall’infortunio. Complice la squalifica di Diamanti, ha la strada spianata Bruno Henrique pronto a riprendersi una maglia nel ruolo di trequartista centrale. In qualità di esterni offensivi, sono in pole-position Sallai ed uno tra Embalo e Balogh, provato durante gli ultimi allenamenti soprattutto come punta alternativa a Nestorovski.


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