Ci sono tre indagati per il crollo della palazzina di rione Pistunina a Messina. La procura della città dello Stretto ha notificato tre avvisi di garanzia con invito a comparire. L’ipotesi è per i reati di omicidio colposo plurimo, rimozione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro colposo. Nel crollo tre persone hanno perso […]
Crollo a Messina: ci sono tre indagati. Terzo cadavere estratto dalle macerie
Ci sono tre indagati per il crollo della palazzina di rione Pistunina a Messina. La procura della città dello Stretto ha notificato tre avvisi di garanzia con invito a comparire. L’ipotesi è per i reati di omicidio colposo plurimo, rimozione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro colposo. Nel crollo tre persone hanno perso la vita e tre sono ancora disperse.
Crollo a Messina: tre indagati e tre vittime
Mentre compaiono i primi tre indagati per il crollo della palazzina a Messina, i vigili del fuoco hanno estratto un terzo corpo senza vita dalle macerie dell’edificio a Pistunina. Un’ambulanza è entrata nel luogo dove si stanno effettuando le ricerche per uscirne poco dopo. Il ritrovamento del terzo cadavere è stato confermato dal comandante provinciale dei vigili del fuoco Michele Burgio. L’identità della vittima non è stata ancora stata resa nota e comunicata. Questo perché sono ancora in corso le operazioni di riconoscimento da parte dei familiari. Il corpo è stato recuperato nella parte più bassa dell’edificio. Proseguono le ricerche degli altri tre dispersi.
ll comandante dei vigili del fuoco: «Siamo sulla buona strada»
«L’attività di ricerca ha dato un risultato perché abbiamo recuperato un terzo corpo. Abbiamo completato le operazioni pochi minuti fa». Lo ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Messina Michele Burgio che ha confermato il ritrovamento di una terza vittima del crollo della palazzina di Pistunina a Messina. Ci sono altri tre dispersi e le operazioni proseguono senza sosta. «In questi caso – aggiunge – l’individuazione e il recupero è stato una consequenziale all’altro. Perché era stata prevista questa posizione e siamo andati abbastanza certi di andare a trovare la vittima. In questo momento, è in fase di riconoscimento e identificazione da parte delle autorità e dei familiari, mentre le operazioni stanno continuando. Adesso ci sposteremo in un’altra zona, dove ci aspettiamo ci siano persone vicine: pensiamo di essere sulla strada giusta per lavorare più rapidamente possibile».