Catania: 150 chili di cibo sequestrato in un bar del viale Mario Rapisardi

Diverse irregolarità sono state riscontrate durante i controlli in un bar di viale Mario Rapisardi a Catania. I medici del servizio veterinario e il personale del corpo forestale della Regione Siciliana hanno riscontrato la mancata tracciabilità di prodotti. Per questo, sono stati sequestrati 140 chili di alimenti e 12 chili di miele, privi di qualsiasi indicazione circa la loro provenienza. Al titolare è stata contestata una sanzione pari a 1500 euro.

Le irregolarità nel bar del viale Mario Rapisardi

I tecnici del servizio igiene pubblica hanno accertato gravi carenze igienico-sanitarie nei due laboratori utilizzati per la preparazione degli alimenti del bar di viale Mario Rapisardi. Inoltre, è stata sospesa l’attività del deposito di merce per mancata autorizzazione. Anche in questo caso è stata applicata una sanzione amministrativa pari a 3000 euro.

I tecnici del servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro hanno riscontrato la presenza di un’impastatrice priva delle protezioni. Per il titolare una multa da 1800 euro. L’Ispettorato territoriale del lavoro ha rilevato la presenza di due lavoratori in nero, contestando sanzioni per 1950 euro per ciascun lavoratore non in regola. Contestualmente, è stata disposta la sospensione dell’attività se il titolare non regolarizzerà i due lavoratori e pagherà una maxi sanzione pari a 2500 euro.

I controlli

Le attività di controllo della task force coordinata dalla polizia riguardano le attività commerciali del capoluogo etneo. Si tratta di attività per verificare il possesso delle necessarie autorizzazioni amministrative. In materia di legislazione di pubblica sicurezza e il rispetto della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e sicurezza alimentare. Le verifiche sono state coordinate dai poliziotti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Catania.

Gli agenti hanno operato insieme al personale del corpo forestale della Regione Siciliana, agli ispettori dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Ma pure coi medici e i tecnici dei servizi veterinari, igiene pubblica, servizio sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Catania. E anche agli agenti della polizia municipale.


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