La battaglia all’istituto Ferrarin di Catania finisce in procura: docente denuncia il mistero di un verbale

Continua l’alta tensione all’istituto tecnico aeronautico Ferrarin di Catania, dove arriva anche una denuncia in procura. Dopo le lettere di genitori e sindacalisti agli uffici scolastici provinciale e regionale e al ministero dell’Istruzione sull’operato della dirigente scolastica Patrizia Pittalà. Istituzioni rimaste, finora, in silenzio, in un clima sempre più incandescente. Se, infatti, nel precedente incarico in provincia di Pavia, la dirigente aveva assistito alla richiesta di trasferimento in massa dei docenti, stavolta tocca a una comunità scolastica alle prese con dimissioni e votazioni con più astensioni che sì. In un’istituto d’eccellenza tecnica dove, si conferma da più parti, la voglia di fare non era mai mancata. Ma che, adesso, è ai ferri corti.

Il mistero del verbale della riunione sindacale

La denuncia di cui MeridioNews è a conoscenza risale ad aprile. A presentarla è un docente e sindacalista, rappresentato dall’avvocato Fabrizio Maugeri, che espone diverse irregolarità sulla riunione di contrattazione integrativa d’istituto di dicembre 2025. Al tavolo ci sono i rappresentanti sindacali, la dirigente e la direttrice amministrativa della scuola. Un’accesa discussione sul bilancio dell’anno prima avrebbe portato la preside a lamentare di essere stata «aggredita verbalmente» dal docente. Il quale chiede che l’accusa sia messa a verbale. Dopo una pausa, Pittalà non torna più al tavolo, «senza spiegazioni», si legge. E la riunione si scioglie così, in un nulla di fatto formale. Tre mesi dopo, a marzo, i sindacati ricevono il verbale dell’incontro: redatto dalla scuola e mai da loro sottoscritto, spiegano. Lì si certifica che «la preside si sente poco bene e si allontana», e chi lamenta l’aggressione diventa il professore, in una confusione di ruoli.

Il clima a scuola nel silenzio degli uffici scolastici

Una vicenda che non sarebbe un caso isolato. In occasione di un collegio docenti, l’approvazione del verbale di una seduta precedente avrebbe creato così tante contestazioni da concludersi con soli 9 voti favorevoli su 60. Con molti astenuti e qualche contrario. Un clima di tensione che avrebbe portato, finora, alle dimissioni di almeno 7 docenti. I quali avrebbero rinunciato al proprio ruolo nei vari staff scolastici: tra dirigenza, funzioni strumentali e gestione dei progetti. Vicende portate all’attenzione dell’ufficio scolastico regionale e provinciale – nonché del ministero – con la richiesta di ispezioni. E, soprattutto, di audizione del personale. Affinché – burocrazia a parte – possa essere affrontato il nodo della gestione quotidiana dei rapporti e del lavoro all’interno della scuola. Dagli uffici, però, finora, non è arrivata alcuna risposta né alcun atto. Se non la notifica dei procedimenti disciplinari avviati dalla preside nei confronti di due docenti.


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