Foto di istituto Ferrarin Catania

Bullismo e decisioni dall’alto: lo scontro all’istituto Ferrarin di Catania arriva al ministero

Piovono lettere. Al ministero dell’Istruzione, all’ufficio scolastico siciliano e locale. Se in molte scuole si registra alta tensione tra famiglie e docenti, in Sicilia ce n’è almeno una dove il fronte è compatto. È l’istituto tecnico aeronautico Ferrarin di Catania, guidato dalla dirigente Patrizia Pittalà. Sul cui operato – giudicato affatto collaborativo – piovono segnalazioni e richieste di ispezioni urgenti da vari fronti: dai genitori ai rappresentanti sindacali. Le rimostranze vanno da questioni tecnico-organizzative a temi sensibili come il bullismo dilagante a scuola. Con 18 consigli di classe straordinari, solo quest’anno, gestiti però dai singoli docenti. Senza l’attenzione, dicono i genitori, della dirigente. Che già in un precedente incarico, a Sannazzaro, in provincia di Pavia, aveva vissuto forti dissidi, culminati con la richiesta di trasferimento da parte di 37 docenti. Suscitando anche un’interrogazione parlamentare.

La lettera dei genitori al ministro dell’Istruzione

A scrivere, a inizio marzo, al prof dei prof sono i genitori di allievi e allieve del Ferrarin. La lettera-esposto al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara lamenta «gravi criticità gestionali e relazionali» nella direzione della scuola. Nel testo, indirizzato anche all’Ufficio scolastico regionale ed etneo, si fa riferimento a diversi episodi «non isolati, ma in un quadro persistente». In generale, i genitori denunciano un «atteggiamento chiuso, non collaborativo e spesso percepito come intimidatorio». Ma, più di tutto, l’assenza di dialogo con la dirigente Pittalà, che avrebbe rifiutato le richieste di incontro con studenti e genitori del Ferrarin di Catania. Anche su temi gravi come gli atti di bullismo e cyberbullismo che si sono registrati a scuola. E che sarebbero stati gestiti individualmente dalle famiglie, finendo – in qualche caso – anche in formali denunce. Alle istituzioni, quindi, i genitori chiedono innanzitutto controllo. E un intervento per «ristabilire benessere e qualità» a scuola.

Gli episodi di bullismo e cyberbullismo

Ad accendere gli animi – oltre a vari episodi quotidiani – è soprattutto la mancata gestione, lamentano i genitori, dei comportamenti aggressivi tra gli studenti. Numerosi i casi documentati, sia dal vivo che online. Si va dalle risse – così accese da aver provocato, a inizio anno, la frattura dello sterno di uno studente per la testata di un compagno – al cyberbullismo. Con offese e prese in giro sui social anche su temi sensibili, come l’orientamento sessuale di alcuni studenti. E poi i fotomontaggi, con il volto di alcune studentesse apposto su corpi di donne nude, girati tra gli smartphone attraverso l’app Telegram. Gesti gravi e ripetuti ma rimasti, secondo i genitori, senza vere punizioni né una strategia per contenere il fenomeno. Che avrebbe già portato, raccontano, a episodi di abbandono scolastico e al ricorso alla psicoterapia. Senza riuscire a ottenere un vero incontro con la dirigenza scolastica per affrontare il tema.

Le segnalazioni dei sindacati

Ma non va meglio, pare, quando le riunioni vengono fatte. Come a fine marzo, con rappresentanti di genitori, studenti, personale Ata e gli otto docenti del Consiglio d’istituto. Ma senza collegio docenti, formato da tutti gli insegnanti, pur trattando temi di loro competenza: dai corsi di recupero alla rendicontazione sociale. Il tutto mentre la contrattazione sindacale d’istituto sarebbe ferma al palo. Temi sollevati dai rappresentanti sindacali del Ferrarin, in almeno quattro comunicazioni, solo nell’ultimo mese, agli enti locali, regionali e nazionali. Il cuore è sempre l’assenza di confronto tra dirigenza e il resto della scuola. Con decisioni non condivise e, quindi, ritenute poco trasparenti. Pure su organizzazione e orari di corsi scolastici, il cui svolgimento ricade su insegnanti e personale. I quali, come i genitori, avrebbero più volte chiesto formalmente un incontro con la dirigente, ma senza ottenerlo. Tanto da spingere i sindacalisti a chiedere una «ispezione amministrativa urgente».

La risposta della dirigente

MeridioNews ha provato a contattare la dirigente del Ferrarin per porre alcune domande sui casi segnalati. In risposta è arrivata una stringata nota, che riportiamo per intero: «Riconosco che la gestione di una comunità così vasta richieda un equilibrio complesso tra richieste e fattibilità tecnica – scrive la preside Pittalà -. Tuttavia, posso dire in coscienza che ogni mia iniziativa, dal 2022, data in cui sono arrivata al Ferrarin, è sempre stata orientata al bene dei ragazzi e alla valorizzazione della scuola».


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