«Dietro fatti così gravi c’è forse una regia?». Una domanda che, almeno per il momento, non ha una risposta ma che certamente merita la massima attenzione. È quella che si pongono i componenti del comitato per la legalità nella festa di Sant’Agata al termine delle celebrazioni invernali dedicate alla patrona di Catania. Sotto la lente […]
Foto di Dario De Luca
Sant’Agata, il punto del Comitato per la legalità: «Dietro fatti così gravi c’è forse una regia?»
«Dietro fatti così gravi c’è forse una regia?». Una domanda che, almeno per il momento, non ha una risposta ma che certamente merita la massima attenzione. È quella che si pongono i componenti del comitato per la legalità nella festa di Sant’Agata al termine delle celebrazioni invernali dedicate alla patrona di Catania. Sotto la lente d’ingrandimento torna così la processione di inizio febbraio e i clamorosi ritardi nella tabella di marcia, ma anche l’operato di alcune candelore. Due su tutte – quelle dei pescivendoli e degli ortofrutticoli – protagoniste di una tichetta durante la processione per l’offerta della cera, a pochi passi da piazza Stesicoro. Episodio, quello della prova di forza che consiste nel non poggiare a terra il cereo, raccontato da MeridioNews e ripreso dall’arcivescovo Luigi Renna nel suo discorso prima della salita dei Cappuccini. «A qualcuno – ha detto il vescovo – piace solo scommettere. Cambiate vita». Parole dure che, se da un lato hanno ricevuto l’apprezzamento di tanti fedeli, dall’altro hanno fatto storcere il naso ai portatori delle candelore e anche a qualche rappresentante delle istituzioni.
Fatti del genere? «Nascondono interessi pesanti»
Il comitato per la legalità sottolinea come i rimandi al mondo delle scommesse, dietro i ritardi nella processione e le prove di forza, non siano da escludere, nonostante le smentite delle associazioni che gestiscono le candelore. «Ha destato delusione la lentissima marcia del fercolo sulla salita dei Cappuccini, nonostante le richieste di maggiore impegno da parte del capovara – spiegano dal comitato –. Per il dispiacere dei devoti è stato necessario saltare i Vespri a Sant’Agata la Vetere a causa del grande ritardo». Ritardi replicati anche l’indomani, durante il giro interno. Sia la Curia sia il maestro del fercolo, Claudio Consoli, hanno indicato nella maggioranza di coloro che reggono i cordoni i principali responsabili. «Si è manifestata in maniera evidente la frustrazione del capovara la mattina del 6 in via Etnea – spiega Renato Camarda – quando dall’alto del fercolo ha definito vergognoso il comportamento dei devoti che tiravano i cordoni». Un misto tra una parata di Carnevale e una scampagnata, come lo stesso Consoli ha spiegato in un’intervista rilasciata al nostro giornale.
«È verosimile che dietro determinati fatti ci sia una critica all’operatore del vescovo», aggiunge Resì Ciancio. Il comitato plaude alle parole di Renna. «Non sappiamo se ci sia una azione organizzata – aggiunge Camarda – ma sottobanco cova un certo malessere contro il rinnovamento della chiesa catanese anche con una condanna pubblica della mafia come mai era avvenuto in passato. Il vescovo, inoltre, nei mesi scorsi ha sciolto le associazioni agatine per delle lotte di potere interne e un quadro di generale inefficienza». Non sarebbe la prima volta che tra coloro che indossano il sacco possano esserci degli «infiltrati» che alimentano il malcontento e pianificano determinate azioni. «Sappiamo anche che l’azione del vescovo è apprezzata da tantissimi devoti – aggiunge Camarda – e questo non può che farci sperare in qualcosa di buono per il futuro».
I nodi al pettine: abusivi e torcioni
Rispetto a quanto accaduto in questa edizione della festa passano un po’ in secondo piano altri problemi storicamente legati alla processione. In particolare i venditori ambulanti abusivi e i torcioni. «I primi c’erano ma dobbiamo dire che in piazza Indipendenza sono stati fatti sgomberare. Per i torcioni invece abbiamo sempre il solito problema di un’ordinanza fatta dal Comune per tutelarsi legalmente. Una soluzione? Tassare la vendita a livello comunale così da avere almeno un contributo per sostenere le spese di pulizia della città». Il comitato sottolinea anche la presa di posizione del sindaco di Catania Enrico Trantino, critico nei confronti dei ritardi e dei fuochi d’artificio del Borgo sparati con la luce del sole. Infine una riflessione: «Ci sembra chiaro che la festa si stia snaturando e questo non è un ragionamento nostalgico – spiega Nunzio Famoso insieme a Marco Gurrieri – I fatti di questa edizione non sono nemmeno fenomeni discutibili ma si tratta di eventi che vanno in contrasto con la legalità e la natura stessa della festa. Ci chiediamo quindi quale sarà la filosofia che si vorrà dare e quali provvedimenti verranno adottati».