La piaga di Palermo sono i numeri: dalla Regione al Comune, dalla Finanziaria al tram

Non l’Etna. Non la siccità. Neanche il traffico. Ma i numeri. Sembra essere questo il più grande problema della classe politica siciliana. I numeri che servono per essere eletti. Quelli utili a far valere il proprio peso nella costruzione di un’alleanza. E i numeri necessari per far funzionare un’assemblea. Che sia quella regionale o un consiglio comunale. La spia è ben evidente a Palermo. Ed è quello che accade a Palermo, dove Palazzo delle Aquile (sede del Comune) e Palazzo Reale (sede dell’assemblea della Regione) sembrano sempre più simili: parlando di numeri, assenze comprese, ma non solo.

I banchi vuoti all’Ars e al consiglio comunale di Palermo

Lo abbiamo visto la scorsa settimana, quando i numeri hanno costretto il governo regionale, in diverse occasioni, a rinunciare alle proprie ambizioni legislative. Anche per i numeri mancanti: quelli di molti deputati, soprattutto della maggioranza, assenti in aula. Facendo orecchie da mercante alle necessità di fretta invocata più volte dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. E, dal canto suo, nelle ultime 48 ore, neanche il governo cittadino ha voluto essere da meno. Dando prova della stessa fragilità della Regione, nella seduta del consiglio del Comune di Palermo anch’essa alle prese con le numerose assenze. Una seduta convocata per approvare la delibera relativa al progetto del tram: quel progetto di città ecosostenibile frutto della precedente amministrazione. E che, al tempo, era inviso all’attuale maggioranza. Una possibile spiegazione, questa, dei banchi vuoti che si sono visti in aula. O, forse, è l’aria natalizia a essere più forte delle necessità della città.

Due maggioranze instabili (con elezioni vicine)

Qualunque sia il motivo, una cosa sembra oramai chiara. I due palazzi hanno in comune un ulteriore aspetto: che sono sede di due maggioranze instabili. Entrambe del centrodestra, stanno attraversando una profonda crisi e cercando di sopravvivere all’enorme frattura che si è creata. Senza dimenticare che entrambi gli scranni più alti, quello del sindaco Roberto Lagalla e quello del presidente della Regione Renato Schifani, sono in preda alla fibrillazione da rielezione. È sempre più ovvio che l’appuntamento elettorale, previsto per il 2027, fa salire la pressione coronarica di chi, da mesi, loda il proprio buon governo. Snocciolando dati e, in qualche caso, autopremiandosi. Tranne poi essere, entrambi, smentiti dai fatti.

Il gioco di dati e statistiche

Un esempio per tutti è il tema della sicurezza, tra realtà e percezione. Che non è un concetto meramente politico. Ma, anche qui, ancora una volta, quello che frega sono i numeri. Soprattutto se conditi in salsa statistica, come nel caso dei sondaggi elettorali. Ma ad accomunare ancora Palazzo delle Aquile e Palazzo Reale sono anche i segnali di distensione: in entrambi i casi, pochi. E quei pochi sono contraddetti dalle dichiarazioni ufficiose. Tra segni più e meno – spesso, questi ultimi, più significativi – la parola d’ordine sembra essere la stessa: ognuno per sé.


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