Filippo Mosca è stato trasferito nel carcere di Viterbo. La madre: «Finisce l’incubo rumeno»

«Resta il male subito e un futuro in salita…Ma è a casa». Con un post pubblicato sulla pagina Facebook Giustizia per Filippo Mosca, è la madre Ornella Matraxia ad annunciare il ritorno del 30enne nisseno in Italia. Dopo quasi un anno e nove mesi di detenzione in Romania, Mosca da qualche ora si trova in carcere a Viterbo (nel Lazio). Il giovane originario di Caltanissetta è stato condannato a otto anni e tre mesi per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, assieme all’amico Luca Cammalleri e a un’altra ragazza la cui identità non è mai stata svelata.

Prima di essere trasferito nel carcere Rahova di Bucarest, Mosca è stato detenuto nel carcere di Porta Alba a Costanza dove ha raccontato di essere stato costretto a vivere in una cella «tra topi, cimici e pulci nel cibo e sui materassi». Proprio per via di quelle «condizioni disumane» in cui era detenuto, la madre ha lottato per farlo trasferire chiedendo anche che gli venissero concessi gli arresti domiciliari. «La parentesi, infinita, rumena finisce qui – ha scritto la donna – Resta l’incubo di tutto il male subito in questi due anni, cicatrici insanabili al cuore, al corpo e all’anima; resta un futuro, il suo, incerto e ancora in salita…Ma è a casa».


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