Costi della politica: la ‘mangiugghia’ della Giunta Crocetta

Dall’Espresso arriva un altro siluro al Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta  (che potrà consolarsi contando sulla benevolenza dei giornali americani, vedi le carezze del Washington Post dopo il voltafaccia sul Muos).

Questa volta nel mirino ci sono i costi della sua Giunta. In una Sicilia in ginocchio, che ha il primato per numero di disoccupati e famiglie povere, c’è chi se la passa più che bene. Come al solito la spending review vale per i lavoratori, non per i politicanti:

due milioni e 331 mila euro. A tanto ammonta la spesa sostenuta dai siciliani per mantenere il Governo siciliano.  L’Espresso” paragona i costi a quelli sostenuti dalla giunta della Lombardia dove  la cifra complessiva raggiunge 442 mila euro.

Secondo, “L’Espresso”, Rosario Crocetta ha diritto a un’indennità di ottantuno mila euro lordi. A questa somma, va aggiunto lo stipendio da parlamentare: 230 mila euro all’anno. A conti fatti – scrive il settimanale – il governatore percepisce 311 mila euro lordi. Altra comparazione: il “povero” presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si ferma a 287 mila euro annui.

Il Presidente si difende affermando di avere ridotto il suo stipendio: “In tasca mi restano solo 6.500 euro al mese”. Crocetta dice anche di non avere utilizzato “un solo euro per le spese di rappresentanza che ho nei fondi riservati, ma solo la diaria da deputato: il risultato è che nell’ultimo trimestre ho speso per viaggi e pernottamenti più della diaria, per una cifra pari a 5.500 euro che ho messo di tasca mia. Inoltre, mille euro li giro al Pd”.

Al di là delle ‘giustificazioni’ del Presidente beccato con le mani nella marmellata da L’Espresso, resta la ‘vergogna’ dei suoi assessori che pur non essendo stati eletti pesano come un macigno sui conti regionali. I Siciliani, praticamente, hanno adottato 12 costosissimi ‘figli’.

Come già avevamo scritto in questo articolo del 27 Giugno scorso che siano davvero ‘tecnici’ non ci crede nessuno. In effetti, a ben guardare, si tratta  di ‘trombati’ alle elezioni,  inviati ‘speciali’ di Roma,  ex segretarie personali, un magistrato e la figlia di un eroe siciliano da sfoggiare nelle odi anti-mafia, e vari personaggi in cerca d’autore.

A questi signori e a queste signore, viene , infatti, riconosciuto  un trattamento economico equivalente a quello dei deputati regionali.

Ognuno dei 90 deputati dell’Ars, è noto,  costa alla comunità all’incirca, al lordo,  300 mila euro l’anno.

Ma, come per magia, i siciliani, oggi non ne mantengono più ‘solo’ 90, ma 112.

Quali sono le ragioni per cui la Sicilia, già in ginocchio finanziaramente, deve mantenere  questi esterni che nulla hanno in più dei deputati eletti e già pagati? Siamo sicuri che il gioco valga la candela?

Spending review: quanto costano i 12 assessori ‘esterni’ di Crocetta?


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