Agrigento, frattura cranio a un dipendente dell'Asp
Irruzione nella riunione per riconoscere le invalidità

Redazione

Cronaca – L'aggressore si è presentato in commissariato, dopo essersi allontanato in un primo momento dal luogo del pestaggio. I sindacati chiedono più sicurezza ma anche un maggiore rispetto nei confronti di chi lavora nel settore pubblico. «È stato montato un clima pretestuoso», accusa la segretaria Cisl Fp Floriana Russo

Pretendeva il riconoscimento dell'invalidità civile e per questo, martedì scorso, ha fatto irruzione nella stanza in cui era riunita la commissione dell'Asp aggredendo un dipendente. L'uomo ha riportato la frattura del cranio e si trova ricoverato all'ospedale San Giovanni Di Dio. L'aggressore è stato denunciato dalla polizia. Nel commissariato si è presentato dopo un primo allontanamento dal luogo del pestaggio

L'episodio è stato portato alla luce dai sindacati, che questa mattina lanciano un nuovo appello alla politica affinché vengano prese misure a salvaguardia dell'incolumità del personale sanitario che lavora nell'Isola. «Rinnoviamo la richiesta di incontro urgente con il presidente Musumeci - dichiara Calogero Coniglio di Fsi-Usae - per porre l'attenzione su tutti gli operatori della sanità siciliana e per offrire la propria collaborazione nella risoluzione di questa escalation di aggressioni». «Il lavoro per gli operatori della sanità sta diventando un incubo e diventa ormai improrogabile affrontare questo fenomeno con interventi incisivi - affermano Antonio Iacona e Vincenzo Callea, dirigenti sindacali Fsi-Usae all’Asp Agrigento -. Chiediamo che vengano subito messi in atto misure di sicurezza, sistemi d’allarme, presenza attiva del servizio di vigilanza, pianificazione di un numero appropriato di operatori e la formazione specifica del personale».

Punta il dito contro gli attacchi generalizzati alla professionalità dei dipendenti pubblici, la segretaria di Cisl Fp di Agrigento, Floriana Russo. «Dopo avere fatto montare questo clima pretestuoso nei confronti dei dipendenti pubblici - commenta Russo - la politica cerchi di ritornare sui propri passi, riconducendo ciascuno alle proprie responsabilità, anziché addossare colpe su lavoratori riguardosi di norme e tempistiche che ciascuno utente, oltre il diritto di richiesta del servizio, ha il dovere di rispettare».