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Siracusa, è partita la corsa per le Amministrative
Garozzo aspetta il Pd, 4 nomi certi e molte ipotesi

La prossima primavera si sceglierà il nuovo sindaco del capoluogo: quattro candidature sono state già rese note dai diretti interessati. Su altri invece non c'è ancora ufficialità ma le voci si rincorrono, spinte anche dalle dimissioni di tre assessori dall'attuale giunta. Dopo le Politiche del 4 marzo, gli equilibri potrebbero cambiare

Marta Silvestre

Si attende l'esito delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo prima che la campagna elettorale per le Amministrative della prossima primavera, per la poltrona di sindaco di Siracusa nel vivo. Ad oggi sono quattro i pretendenti alla guida di palazzo Vermexio che hanno già dichiarato pubblicamente la propria candidatura.

Il primo a rompere gli indugi, già lo scorso anno, è stato l'ex assessore Francesco Midolo. Imprenditore esponente di Noi con Salvini, si propone alla guida del centrodestra. Midolo si sarebbe già detto anche pronto a confrontarsi in eventuali primarie per la scelta del candidato unico della coalizione. Alla fine di dicembre, durante la conferenza stampa di fine anno, l'attuale sindaco uscente renziano Giancarlo Garozzo ha annunciato la propria volontà a correre per un secondo mandato. Tuttavia resta ancora da capire se il Partito democratico accetterà di appoggiare nuovamente Garozzo che, in caso contrario, dovrà cercare nuovi alleati.

A sciogliere le riserve anche Vincenzo Vinciullo. Dopo la mancata elezione all'assemblea regionale, a causa del mancato superamento della soglia di sbarramento, l'esponente siracusano di Alternativa popolare si è detto disponibile alla candidatura. Già vicesindaco e assessore comunale, Vinciullo è anche stato deputato regionale e presidente della commissione Bilancio all'Ars. Di ieri l'annuncio della candidatura di Fabio Granata. L'ex parlamentare regionale e nazionale, che è anche uno dei fondatori del movimento DiventeràBellissima, ha comunicato la sua decisione di concorrere alla poltrona di palazzo Vermexio tramite un post sul suo profilo Facebook. «Farò questa battaglia per la mia Siracusa Bellissima e per andare oltre questo centrodestra impresentabile e questo centrosinistra vecchio e mummificato».

Sul nome del candidato del Movimento 5 stelle, in un primo momento si era vociferato di Giovanni Napolitano, siracusano che da oltre 16 anni è andato a vivere oltreoceano, al centro della Silicon Valley, dove ha creato un'azienda operante nel settore tessile. La possibile candidatura di Napolitano è stata poi smentita con una nota ufficiale da parte del meetup aretuseo del M5s. Altro nome grillino venuto fuori è quello di Paolo Ficara, originario di Canicattini Bagni, che per il momento è candidato per il seggio uninominale alla Camera in vista delle prossime Politiche. Il candidato a sindaco pentastellato sarà comunque scelto prossimamente con il metodo delle Comunarie on line.

Diversi sono poi i nomi che i rumors vogliono in campo, ma senza il crisma dell'ufficialità. Primo fra tutti quello di Simona Princiotta, la consigliera comunale ex Pd attualmente fra le fila di Articolo 1-Mdp, che negli anni passati aveva parlato dell'amministrazione Garozzo come di un «sistema malato e corrotto», portando il caso Siracusa anche davanti alla commissione antimafia regionale prima e nazionale poi. Pare che la consigliera pensi già da un po' all'idea di una candidatura e se ne starebbe discutendo anche all'interno di una coalizione di centrosinistra. Altra voce riguarda Massimo Milazzo, a capo del movimento Sistema Politico, consigliere che ha rassegnato le dimissioni dal civico consesso alla fine del 2016. Il diretto interessato però, almeno per il momento, tende a non confermare questa possibilità.

Nelle ultime ore, un'altra ipotesi in campo è quella del dimissionario assessore al Bilancio del Comune di Siracusa, Gianluca Scrofani. Affidando le motivazioni a una lettera indirizzata al primo cittadino, Scrofani ieri ha protocollato le proprie dimissioni - seguito subito dopo dall'assessora alle Attività produttive, Silvia Spadaro. «Scelte personali che non mi collocano più nell’alveo del centrosinistra», ha spiegato l'ex assessore che adesso potrebbe lavorare alla costruzione di un'area moderata.

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