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Foto di: pagina Facebook Acr Messina

Modica, l’allievo di Zeman alla guida del Messina
«Da lui ho imparato tutti i concetti fondamentali»

Luca Di Noto

Sport – Sulla panchina dei giallorossi, mister Giacomo Modica sta ottenendo buoni risultati e la squadra è risalita fino a metà classifica: «Possiamo puntare al quinto posto, difficile arrivare più su dopo il brutto avvio». E sul suo maestro dice: «È una persona con valori umani altissimi e professionalità straordinaria»

Dopo un avvio difficile, il Messina ha ricominciato a conquistare ottimi risultati: la squadra peloritana è reduce da tre successi consecutivi e sta scalando la classifica. La squadra, adesso, si trova al decimo posto con 23 punti conquistati finora e la vittoria sul Portici per 1-0 di domenica scorsa ha permesso ai giallorossi di cominciare il nuovo anno nel migliore dei modi: «Era una partita abbastanza difficile – spiega a MeridioNews il tecnico Giacomo Modica –, molto complicata dopo la sosta. Bisognava capire come potevamo rispondere alle sollecitazioni, sia noi che loro. Abbiamo vinto, magari non abbiamo brillato, però in questo momento pensiamo alla ricerca di un risultato importante. La domenica abbiamo sempre e solo un risultato, quindi era importante vincere al di là della prestazione. Questo ci dà consapevolezza e stimoli». Nonostante gli ottimi risultati, però, il Messina resta staccato dalle posizioni di vertice: «Questi tre risultati ci permettono di restare con il lume acceso per proseguire questo percorso e vedere dove possiamo arrivare. Noi vogliamo arrivare quinti».

Prima della ripresa del campionato, la squadra ha potuto usufruire di circa venti giorni di sosta in cui il campionato è stato fermo: «Ne ho approfittato per fare un richiamo di preparazione. Questa squadra è stata costruita strada facendo e non tutti avevano avuto l’opportunità di lavorare da agosto. Ho cercato di mettere quanta più benzina possibile nelle gambe dei calciatori». L’obiettivo è dunque quello di arrivare in zona play off, anche perché arrivare più su è molto complicato per via del brutto avvio di stagione: «Per arrivare ancora più su – continua mister Modica –, dovrebbero non camminare più quelli che stanno davanti e noi non dovremmo mai perdere. Non dico che nel calcio è impossibile, ma bisogna essere seri e realisti. Dobbiamo vivere settimana dopo settimana, puntando ad arrivare ai play off».

Il tecnico esprime grande soddisfazione anche per il comportamento della società e la solidità che sta garantendo il presidente Sciotto: «Qua si sta creando una base molto solida, c’è un presidente attento e vigile. Sa benissimo che non si è partiti con il piede giusto, ma c’è il desiderio di fare qualcosa di importante. Questo dal mio punto di vista è qualcosa di bello anche sentendo le porcate e le schifezze che succedono in giro». Tra le note liete in casa Messina c’è anche quella riguardante l’attaccante Agostino Mascari, convocato nella Rappresentativa di serie D che in questi giorni ha lavorato a Pomezia: «Siamo felici per aver mandato Mascari nella Nazionale di serie D, ci sono anche tanti altri che potrebbero essere convocati nel prosieguo. Per adesso ci godiamo questo ragazzo promettente che potrebbe avere un ottimo futuro se riuscirà a mantenere questo equilibrio e questa voglia di fare calcio».

Inseparabile dal 4-3-3, per mister Modica questo modulo rappresenta un vero e proprio credo. «Parto dal concetto e dal presupposto che inizialmente bisogna creare una base. Ho gli uomini per poter giocare con questo sistema di gioco, che per me è garanzia assoluta per quello che è stato il mio percorso professionale da giocatore e da allenatore. È un modo di occupare gli spazi che mi dà ampie garanzie, altrimenti è inutile insegnare più sistemi di gioco». Oltre al modulo in questione, il tecnico è molto legato anche a Zdenek Zeman, che per lui rappresenta un maestro: «Gli insegnamenti che mi ha dato sono tantissimi, ma io sono troppo di parte. Zeman ha rappresentato la mia linea guida di vita e professionale. È una persona con valori umani altissimi e professionalità straordinaria. I concetti di vita che mi ha passato sono fondamentali. Lui è conosciuto in tutto il mondo e ha regalato tantissime soddisfazioni ai suoi presidenti. In Nazionale ha mandato più di quaranta calciatori, facendo delle importanti plusvalenze e facendo un centinaio di gol con qualunque squadra allenasse».